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L’oro di Bisanzio riaffiora dai fondali croati

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A Meleda, in Croazia, le acque cristalline del mare Adriatico hanno appena restituito una delle testimonianze storiche più affascinanti e preziose degli ultimi decenni. Dopo quasi un ventennio di instancabili campagne di scavo subacqueo, gli archeologi hanno riportato alla luce i resti di un relitto bizantino, incastonato nei fondali da oltre un millennio, il cui carico eccezionale promette di riscrivere la comprensione delle antiche rotte del bacino orientale. Questa straordinaria scoperta, che risale a un periodo di transizione compreso tra il VII e l'VIII secolo, rappresenta senza ombra di dubbio uno dei più. . .

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La necropoli riemersa sotto il pastificio di Gragnano

A Gragnano, in provincia di Napoli, i lavori di ammodernamento e ampliamento di uno storico stabilimento industriale hanno portato a una scoperta inaspettata. Sotto l'area del Pastificio Garofalo, in via dei Pastai, gli archeologi hanno rinvenuto un'estesa necropoli composta da ottantadue tombe in eccellente stato di conservazione. Il ritrovamento apre una nuova finestra sulle dinamiche insediative, sulla vita quotidiana e sulle pratiche funerarie delle antiche popolazioni dell'area vesuviana.

La scoperta è avvenuta a seguito dei carotaggi preventivi previsti dalla normativa per la tutela dei beni culturali, che hanno permesso alla Soprintendenza Archeologia. . .

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La tomba egizia che svela i commerci con il Mediterraneo

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A Tell Quesna, nella provincia di Menoufia a circa cento chilometri a nord del Cairo, gli scavi archeologici hanno restituito un nuovo complesso funerario. La sepoltura si articola in una sala principale dalla quale, attraverso ingressi a volta parzialmente crollati, si accede a diverse camere mortuarie contenenti mummie e corredi destinati alla vita ultraterrena.

Scoperta nel 1991, la necropoli rappresenta uno dei siti principali per comprendere l'evoluzione delle pratiche funerarie nell'Egitto settentrionale. Il ritrovamento più consistente è formato da 560 statuette ushabti, piccole sculture a forma di mummia. . .

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Le principesse egizie che si addestravano con l’arco

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A Dahshur, in Egitto, le antiche sepolture reali stanno restituendo un'immagine inedita delle donne di potere vissute circa quattromila anni fa. L'analisi ai raggi X condotta sui resti scheletrici di alcune principesse del Medio regno ha infatti rivelato adattamenti biomeccanici compatibili con una pratica frequente e intensa del tiro con l'arco. La scoperta, che riscrive il ruolo femminile all'interno della corte faraonica, suggerisce che le donne della famiglia reale non si limitassero a funzioni cerimoniali, ma si addestrassero attivamente all'uso delle armi.

I resti studiati appartengono a sei individui rinvenuti alla. . .

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Virgilio e i lavandai: le vere voci di Pompei

A Pompei, l'indagine su oltre dodicimila frammenti scritti restituisce l'immagine di una città ricca e multiculturale, seconda per importanza soltanto alla capitale dell'impero. Le scritte superstiti all'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. non sono semplici reperti, ma vere e proprie testimonianze parlanti che mescolano la cultura alta alla vita quotidiana, spaziando dai versi poetici alle ingiurie, fino alla propaganda elettorale.

Questo patrimonio epigrafico è al centro dell'analisi condotta da Maria Chiara Scappaticcio, docente presso l'Università Federico II di Napoli. A differenza delle tradizionali raccolte dell'epigrafia ottocentesca. . .

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Il carico di Andros riemerge con 650 anfore

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Al largo di Andros, in Grecia, gli archeologi hanno individuato un antico relitto con un carico stimato tra le 600 e le 650 anfore. Secondo quanto annunciato dal Ministero della Cultura greco, i contenitori risalgono alla fine del V o all’inizio del IV secolo a.C., un periodo cruciale per la navigazione e gli scambi nel mondo ellenico.

La scoperta restituisce la traccia materiale di una nave mercantile che attraversava l’Egeo circa 2.400 anni fa. Dello scafo e del viaggio compiuto dall’imbarcazione restano ancora numerosi aspetti da chiarire, ma la quantità delle anfore permette. . .

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La pittura romana riemersa sotto via Duomo

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Lucca conserva sotto le strade del centro storico nuove testimonianze del proprio passato romano. Durante alcuni lavori eseguiti la scorsa primavera sotto il manto stradale di via Duomo, all’altezza del transetto meridionale della chiesa di San Giovanni e Reparata, sono riemerse strutture di epoca romana e tardoantica. Tra i reperti individuati spicca una pittura murale romana, giunta fino a oggi in uno stato di conservazione particolarmente significativo, con tracce ancora visibili dei colori originari.

La scoperta è avvenuta nel corso di un intervento destinato alla modifica del tracciato dell’elettropompa che gestisce le acque di falda. Un lavoro di. . .

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La tomba che riemerge dal paesaggio nuragico

A Bortigali, nel cuore del Marghine, una tomba dei giganti rimasta nascosta per secoli sotto la vegetazione è tornata alla luce in condizioni di conservazione considerate eccezionali. Il monumento si trova nell’area archeologica di Carrarzu Iddia, sul versante meridionale della cresta di Crastu Littu, a circa 740 metri di altitudine. Da questo punto lo sguardo raggiunge la piana di Macomer, gli altopiani di Abbasanta e Paulilatino, i rilievi del Nuorese e il golfo di Oristano.

Il ritrovamento è maturato durante un progetto più ampio dedicato al patrimonio archeologico del Marghine. Le operazioni erano inizialmente concentrate. . .

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Le fornaci romane che rifornivano un’intera regione

A Burg, nel comune austriaco di Hannersdorf, gli archeologi hanno portato alla luce due fornaci appartenute a un grande centro di produzione della ceramica romana. Le strutture finora scavate rappresenterebbero soltanto una piccola parte del complesso: le indagini geomagnetiche indicano infatti che sotto i campi potrebbero trovarsi ancora un centinaio di fornaci, insieme a edifici e altre tracce di attività umane.

Il sito, situato nel Burgenland, fu utilizzato per la produzione di vasellame tra la metà del I e la metà del II secolo d.C. Le dimensioni ipotizzate dagli studiosi e la quantità dei reperti suggeriscono che non si. . .

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Gli uccelli d’avorio scolpiti 40 mila anni fa

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Nella grotta di Hohle Fels, nel Giura Svevo, gli archeologi hanno trovato due piccoli uccelli scolpiti nell’avorio di mammut circa 40 mila anni fa. Le statuette, recuperate durante gli scavi del 2025, misurano appena due centimetri e sono le più piccole rappresentazioni figurative finora rinvenute negli strati aurignaziani del sito. Nonostante le dimensioni paragonabili a quelle di un’unghia, conservano occhi, becchi, piume e posture riconoscibili.

I due oggetti provengono dallo stesso livello archeologico e sono stati scoperti a circa un metro e mezzo di distanza l’uno dall’altro. La somiglianza nella lavorazione e. . .

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