Home Blog

Il gigante di marmo che racconta l’antica Sardi

A Sardi, nell'odierna Turchia, gli archeologi hanno riportato alla luce una monumentale statua in marmo risalente a quasi 2500 anni fa. Il reperto, eccezionalmente ben conservato e di dimensioni superiori al naturale con i suoi oltre 2,1 metri di altezza, è stato scoperto alla fine del mese di maggio durante l'esplorazione di un'importante strada colonnata di epoca romana. La scultura era stata divisa in due grossi frammenti e riutilizzata, posizionata a faccia in giù, come pietra da pavimentazione per l'antica via.

La scoperta è avvenuta nell'ambito della storica missione archeologica. . .

iscriviti per continuare a leggere

Questo articolo è disponibile solo per i membri della community.
Iscriviti grauitamente a Scripta Manent.
Riceverai anche l'almanacco di Scripta Manent vie email ogni settimana.

La città preistorica intatta sotto l’Egeo

0

A Pavlopetri, nel Peloponneso, il fondale marino nasconde una fitta rete di strade, edifici e spazi urbani che compongono un insediamento di proporzioni sorprendenti. In occasione della prima Giornata internazionale per il patrimonio culturale subacqueo, celebrata dall'UNESCO il 21 agosto 2026, la Grecia torna a riflettere sul suo vasto archivio storico sommerso. Oltre ai monumenti sulla terraferma, esiste infatti una seconda geografia fatta di antichi approdi e relitti che riposano sotto il livello dell'acqua. L'obiettivo della ricorrenza è proprio quello di ricordare come una porzione fondamentale della memoria umana si trovi in luoghi. . .

iscriviti per continuare a leggere

Questo articolo è disponibile solo per i membri della community.
Iscriviti grauitamente a Scripta Manent.
Riceverai anche l'almanacco di Scripta Manent vie email ogni settimana.

Riemerge dal deserto l’antica fortezza di Mesen

0

A Tell Abu Sefeh, vicino all'odierna Qantara Est nel Sinai settentrionale, gli archeologi del Consiglio Supremo delle Antichità stanno ricostruendo la mappa della frontiera orientale dell'antico Egitto. Le recenti campagne di scavo hanno rivelato imponenti strutture monumentali, opere di fortificazione e i resti di un tempio eretto dal faraone Ramesse II. Tra i reperti spicca un architrave in arenaria scolpito con i titoli del sovrano della XIX dinastia, accompagnati da un'iscrizione che celebra i restauri dedicati al culto di Horus. Questa testimonianza epigrafica suggerisce che il sito nasconda le. . .

iscriviti per continuare a leggere

Questo articolo è disponibile solo per i membri della community.
Iscriviti grauitamente a Scripta Manent.
Riceverai anche l'almanacco di Scripta Manent vie email ogni settimana.

Nel fondale del Tevere riemerge il ponte di Nerone

0

A Roma, le acque del Tevere continuano a restituire frammenti della storia imperiale. Una recente missione archeologica ha scandagliato dodici chilometri del fiume, dal tratto di Ponte Flaminio fino a Valco San Paolo, portando alla luce centinaia di testimonianze sommerse. I risultati dell'indagine, presentati in occasione della prima Giornata internazionale UNESCO del patrimonio culturale subacqueo, offrono per la prima volta una planimetria geofisica completa del fondale capitolino concepita sia per lo studio sia per la conservazione.

Tra i ritrovamenti di maggiore rilievo spiccano le tracce del Pons Neronianus, il ponte fatto costruire nei pressi dell'attuale Ponte. . .

iscriviti per continuare a leggere

Questo articolo è disponibile solo per i membri della community.
Iscriviti grauitamente a Scripta Manent.
Riceverai anche l'almanacco di Scripta Manent vie email ogni settimana.

La Pompei vissuta nel Rinascimento

A Pompei, le recenti indagini archeologiche stanno restituendo una prospettiva inedita sulla storia della città distrutta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.. Nell'area dell'Insula Meridionalis, il vasto quartiere che occupa il margine sud dell'antico abitato, gli studiosi hanno portato alla luce materiali ceramici databili tra il XV secolo e il XVI secolo. Il ritrovamento dimostra che, in pieno Rinascimento, il sito archeologico campano non era uno spazio vuoto e dimenticato, ma continuava a essere frequentato dalle comunità locali.

La narrazione tradizionale. . .

iscriviti per continuare a leggere

Questo articolo è disponibile solo per i membri della community.
Iscriviti grauitamente a Scripta Manent.
Riceverai anche l'almanacco di Scripta Manent vie email ogni settimana.

Le anfore che raccontano il vino della Magna Grecia

0

A Monasterace, in Calabria, gli esperti hanno annunciato una scoperta destinata a fornire nuove e preziose informazioni sulle antiche rotte commerciali del Mediterraneo. Sul fondale del Mar Ionio, a circa cinquecento metri di profondità e a dodici miglia dalla linea di costa, è stato individuato il relitto di una nave mercantile risalente a un periodo compreso tra il V e il IV secolo a.C.. L’imbarcazione custodisce un carico straordinario composto da oltre trecento anfore, rimaste adagiate nel silenzio degli abissi per più di duemila e quattrocento anni.

Il ritrovamento è avvenuto in modo del tutto fortuito nel 2023. . .

iscriviti per continuare a leggere

Questo articolo è disponibile solo per i membri della community.
Iscriviti grauitamente a Scripta Manent.
Riceverai anche l'almanacco di Scripta Manent vie email ogni settimana.

Sedici mummie e un cane raccontano la storia di Tebe

0

Nella Necropoli Tebana, situata lungo la riva del Nilo di fronte alla città di Luxor, in Egitto, gli archeologi hanno portato alla luce una complessa stratificazione di pratiche funerarie all'interno di un'antica sepoltura. Lo studio della terza camera della tomba nota come TT 209 ha rivelato la presenza di sedici individui mummificati, i resti parziali di almeno altre quattro persone e, sorprendentemente, un cane mummificato. La ricerca dimostra come questo spazio sotterraneo sia stato riutilizzato in modo metodico e non casuale per diverse centinaia di anni, riflettendo le profonde trasformazioni sociali e religiose dell'epoca.

La. . .

iscriviti per continuare a leggere

Questo articolo è disponibile solo per i membri della community.
Iscriviti grauitamente a Scripta Manent.
Riceverai anche l'almanacco di Scripta Manent vie email ogni settimana.

Il pozzo etrusco che racconta la fondazione di Kainua

A Marzabotto, gli archeologi hanno riportato alla luce una struttura che arricchisce la comprensione dei culti etruschi legati alle origini dei centri urbani. All'interno dell'area archeologica dell'antica città di Kainua è stato scoperto un pozzo rituale caratterizzato dalla presenza di reperti intatti e resti umani. La scoperta dimostra come l'approvvigionamento idrico fosse inscindibile da una profonda sacralità, legata in questo caso alle cerimonie che segnarono la fondazione stessa della città.

Gli scavi, condotti dall'Università di Bologna sotto la direzione della professoressa Elisabetta Govi, hanno interessato il settore urbano dedicato. . .

iscriviti per continuare a leggere

Questo articolo è disponibile solo per i membri della community.
Iscriviti grauitamente a Scripta Manent.
Riceverai anche l'almanacco di Scripta Manent vie email ogni settimana.

La mensa rituale che univa le comunità

0

A Tava Tepe, nell'Azerbaijan occidentale, le ricerche archeologiche hanno portato alla luce una straordinaria cucina cerimoniale dell'Età del Bronzo. Gli scavi condotti dall'Università di Catania hanno rivelato una struttura monumentale utilizzata e ricostruita più volte tra il 1300 e il 1000 a.C., testimoniando una continuità d'uso che getta nuova luce sulle abitudini rituali e sui modelli di aggregazione delle comunità del Bronzo Tardo insediate lungo il bacino del fiume Kura.

Il complesso sorgeva su un rialzo artificiale che lo rendeva chiaramente visibile anche a grande distanza nel. . .

iscriviti per continuare a leggere

Questo articolo è disponibile solo per i membri della community.
Iscriviti grauitamente a Scripta Manent.
Riceverai anche l'almanacco di Scripta Manent vie email ogni settimana.

Le antiche botteghe che svelano l’arte dei Moche

0

A La Libertad, in Perù, le recenti indagini archeologiche condotte nel sito di Cerro Mayal stanno offrendo agli studiosi una comprensione molto più dettagliata della celebre produzione ceramica Moche. Questa antica cultura ha abitato i territori lungo la costa settentrionale in un periodo compreso all'incirca tra il I e l'VIII secolo. La civiltà è storicamente conosciuta per i suoi vasi realizzati con l'uso di stampi e per le ricche decorazioni dipinte.

Gli scavi, che si concentrano nella valle di Chicama, sono portati avanti dal gruppo di ricerca dell'

iscriviti per continuare a leggere

Questo articolo è disponibile solo per i membri della community.
Iscriviti grauitamente a Scripta Manent.
Riceverai anche l'almanacco di Scripta Manent vie email ogni settimana.