Erano le 8 e 15 del mattino del 6 agosto 1945 quando il cielo di Hiroshima smise di esistere. In quarantatré secondi di caduta libera, un ordigno da sedici kilotoni chiamato Little Boy rase al suolo una città intera. Tra 70.000 e 80.000 persone morirono sul colpo, quasi tutti civili. Tre giorni dopo, alle 11.02 del 9 agosto, Fat Man si abbatté su Nagasaki. Prima che l'anno finisse, il bilancio totale aveva già superato le 210.000 vittime. Se si contano i morti per radiazioni negli anni e. . .
Hiroshima e Nagasaki: il crimine necessario?
Un dibattito che dura da ottant'anni. Due bombe. Due città. Duecentomila morti. E una domanda che l'Occidente non ha ancora il coraggio di rispondere fino in fondo.



