Comete e meteore: come se le spiegavano gli antichi?

Per millenni comete e stelle cadenti sono state lette come messaggi degli dèi e usate per giustificare il potere. Eppure le stesse culture che vi cercavano presagi sapevano misurarle con sorprendente precisione.

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Ottaviano Augusto indica la cometa di Cesare sul Foro Romano di notte, con la moneta Divus Iulius e il vessillo SPQR

Luglio del 44 a.C., pochi mesi dopo le Idi di marzo. Roma è ancora scossa dall'assassinio di Cesare, e il giovane Ottaviano organizza dei giochi in onore del padre adottivo. Mentre la città guarda gli spettacoli, in cielo compare una cometa luminosissima, visibile per giorni. Per molti è un prodigio inquietante. Per Ottaviano è un'occasione. Quella coda di fuoco, fa intendere, è l'anima di Cesare che sale tra gli dèi: la prova che il dittatore ucciso è ora Divus Iulius, un dio. E lui, di conseguenza, è figlio di un dio.

In poche settimane. . .

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