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La barca da diporto egizia di Strabone riemerge ad Alessandria

Alessandria, Egitto – Un eccezionale ritrovamento archeologico è emerso dalle acque al largo della costa di Alessandria, nei pressi del sito sommerso dove un tempo sorgeva il tempio di Iside sull'isola di Antirhodos. La scoperta riguarda i legni estremamente ben conservati di un'imbarcazione egizia da diporto, un tipo di vascello finora conosciuto solo attraverso descrizioni storiche e rappresentazioni artistiche, ma mai recuperato fisicamente.

L'annuncio è stato dato da Franck Goddio, ricercatore dell'Università di Oxford e dell'Istituto Europeo per l'Archeologia Subacquea (IEASM), che ha sottolineato come questo sia il I esemplare di un simile. . .

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Pompei: scoperta archeologica smentisce Vitruvio e la sua ricetta per il calcestruzzo Romano

A Pompei, lo scavo di un cantiere antico, perfettamente conservato dall'eruzione del Vesuvio nel 79 E.V., ha fornito una prova inconfutabile di una tecnica di costruzione romana che per anni è stata oggetto di dibattito accademico. Questo sito, una vera e propria capsula del tempo che custodiva mucchi di materiali grezzi pronti all'uso e strumenti di lavoro, ha permesso ai ricercatori di confermare il metodo di "miscelazione a caldo" utilizzato dai Romani per creare il cemento che ha costituito la base del loro impero e che oggi, a duemila anni di distanza, continua a sostenere ponti, acquedotti. . .

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Il Mosaico di Rutland svela la versione perduta della Guerra di Troia

A Rutland, in Inghilterra, una delle scoperte romane più straordinarie degli ultimi cento anni ha rivelato non solo la presenza di un complesso di villa, ma anche un mosaico di eccezionale importanza nazionale. Scoperto nel 2020, durante il periodo di blocco dovuto al COVID-19, dal residente locale Jim Irvine nella sua fattoria di famiglia, questo mosaico, ora conosciuto come Mosaico di Ketton, è stato immediatamente celebrato come uno dei più significativi mai rinvenuti nel Regno Unito. La successiva indagine e gli scavi collaborativi condotti dall'Università di Leicester Archaeological Services (ULAS) e Historic England nel 2021 e 2022 hanno. . .

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Tomba romana sontuosa scoperta in Dordogna rivela lusso gallo-romano

A Lamonzie-Saint-Martin, nel dipartimento della Dordogna, Francia sudoccidentale, una recente campagna di scavo ha portato alla luce una sepoltura romana eccezionalmente ricca, offrendo uno scorcio significativo sulle pratiche funerarie e sulla stratificazione sociale tra il primo e il terzo secolo dopo Cristo. I ritrovamenti, condotti da ricercatori guidati da Frédéric Prodéo dell'Istituto Nazionale Francese di Ricerca Archeologica Preventiva (Inrap), includono un notevole assortimento di monete, gioielli d'oro e un anello iscritto.

La persona sepolta in questa tomba, definita "sontuosa" dagli studiosi, era stata sottoposta a cremazione. Il processo si è svolto direttamente sopra una fossa rettangolare. . .

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Scoperto a Baia un impianto termale romano legato a Cicerone

Baia, Golfo di Napoli. Nello scenario sottomarino del Parco Archeologico Sommerso di Baia, a soli tre metri di profondità, è emersa una scoperta di straordinaria importanza archeologica. Tra i resti sommersi dell’antico Portus Iulius, gli studiosi hanno riportato alla luce un impianto termale romano, un laconicum, ovvero una sauna, che si è conservato in modo sorprendente e che gli archeologi ipotizzano possa essere appartenuto alla villa del celebre oratore e politico Marco Tullio Cicerone.

L’eccezionale complesso termale, localizzato specificamente nella Zona B del Parco, fu individuato per la prima volta nel 2023. . .

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Crollo della Torre dei Conti: quattro indagati per disastro e omicidio colposo

Ai Fori Imperiali, a Roma, la vicenda del crollo della Torre dei Conti avvenuto lo scorso 3 novembre ha assunto una dimensione giudiziaria formale con i primi quattro indagati per il disastro che è costato la vita a un operaio. A circa un mese di distanza dall’evento che ha scosso il cuore storico della Capitale, l’inchiesta coordinata dalla Procura di piazzale Clodio ha individuato figure professionali chiave coinvolte nella progettazione e gestione del sito.

Le persone coinvolte in questo primo atto formale sono un ingegnere e tre architetti, tutti progettisti collegati ai lavori di restauro che interessavano l’edificio monumentale. Tra i quattro indagati figura anche il responsabile unico del progetto (RUP) del cantiere. Questi professionisti hanno ricevuto l’atto di elezione di domicilio in vista di accertamenti tecnici che i magistrati considerano irripetibili.

L’indagine è stata avviata in relazione a ipotesi di reato gravi. Si procede infatti per disastro colposo, ma anche per omicidio colposo e lesioni colpose. Il quadro accusatorio si basa sulla violazione delle specifiche norme antinfortunistiche, essenziali per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro. L’episodio del crollo ha avuto conseguenze drammatiche e fatali: Octay Stroici, operaio di 66 anni e di origini romene, è rimasto intrappolato sotto i detriti per oltre undici ore prima di perdere la vita. La sua morte rappresenta il fulcro del capo d’accusa relativo all’omicidio colposo.

L’ipotesi principale che guida gli inquirenti riguarda una possibile e grave mancanza nella valutazione dei pericoli strutturali che l’edificio presentava. La Torre dei Conti era, infatti, oggetto di lavori di restauro. La Procura ipotizza che la mancata analisi approfondita dei rischi dell’edificio abbia poi portato a una convalida del progetto non adeguata, compromettendo la stabilità della struttura.

Il pool di magistrati che coordina le attività è composto dai procuratori aggiunti Antonino Di Maio e Giovanni Conzo, affiancati dai pubblici ministeri Mario Dovinola e Fabio Santoni. Le indagini sul campo, volte a ricostruire la dinamica e le responsabilità, sono state delegate ai carabinieri.

Gli accertamenti irripetibili disposti dalle autorità giudiziarie mirano a raccogliere prove fondamentali prima che possano essere alterate o perdute. Una delle verifiche tecniche cruciali che potrebbe essere eseguita è l’analisi meticolosa delle macerie. Questa operazione consentirebbe di stabilire con precisione se e come eventuali difetti progettuali o di esecuzione abbiano contribuito al collasso della storica torre.

Le responsabilità che i magistrati stanno cercando di definire non si limitano al momento del crollo, ma risalgono alla fase iniziale di approvazione e gestione dei lavori. Si tratta di stabilire se le misure di prevenzione dei rischi, fondamentali quando si opera su strutture antiche e delicate in contesti ad alto rischio come un cantiere, siano state completamente ignorate o sottovalutate. Il coinvolgimento di tre architetti e un ingegnere, inclusa la figura apicale del responsabile unico del progetto, evidenzia come l’attenzione giudiziaria sia puntata sulle decisioni tecniche e amministrative che hanno preceduto e accompagnato l’intervento di restauro della Torre dei Conti. Questo sviluppo segna una fase decisiva nell’inchiesta, spostando il focus dal mero incidente all’accertamento di eventuali negligenze professionali e omissioni nella sicurezza che hanno avuto un impatto fatale.

Oppio nell’Antico Egitto: scoperta a Yale rivoluziona la farmacologia antica

Presso la prestigiosa collezione babilonese dell'Università di Yale, una scoperta eccezionale sta ridefinendo le nostre conoscenze sull'uso delle sostanze farmaceutiche nell'Antico Egitto. Un gruppo di ricerca specializzato nello studio delle conoscenze farmaceutiche dell'antichità, lo Yale Ancient Pharmacology Program (YAPP), ha identificato tracce inequivocabili di oppio all'interno di un piccolo vaso di alabastro risalente al V secolo avanti Cristo, un oggetto di ben 2500 anni. Questa indagine, condotta dal team di ricercatori guidati da Andrew J. Koh, ha permesso di stabilire per la prima volta l’identità di un preparato a base di oppiacei contenuto in. . .

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Google Aeneas: L’AI decifra 176.000 iscrizioni latine per la Storia Romana

Nelle vaste aree archeologiche e tra i reperti dei musei di tutto il mondo, il passato romano parla ancora, spesso in un sussurro frammentario inciso su pietra. L’interpretazione delle antiche iscrizioni rappresenta per storici ed archeologi una sfida affascinante ma estremamente complessa. Queste preziose testimonianze del mondo antico sono frequentemente corrose dal tempo, giungono a noi in pezzi isolati o risultano totalmente decontestualizzate, rendendo l'opera di comparazione e analisi un lavoro minuzioso che può richiedere intere carriere accademiche.

Oggi, l'intelligenza artificiale (AI) entra prepotentemente in questo campo di studi, promettendo di accelerare notevolmente il processo di ricerca. . .

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Tempio Venere Napoli: Svelati i segreti della costruzione romana anti-bradisismo

Nei Campi Flegrei, in Italia, un'area geologicamente plasmata dalla potenza del vulcanismo e dal fenomeno del bradisismo—il lento movimento di innalzamento e sprofondamento della superficie terrestre—si erge una struttura romana che ha sfidato il tempo e la geologia: il Tempio di Venere. Questo straordinario edificio, situato nell'area di Napoli, è sopravvissuto in modo sorprendente anche se la superficie terrestre intorno ad esso è sprofondata a causa dell'attività vulcanica. Attualmente, questo costante movimento del terreno, caratteristico della zona, ha abbassato la struttura fino a circa sei metri sotto l'odierna superficie. È proprio la sua notevole. . .

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Marchi di fabbrica romani scoperti su coppe Diatreta: le firme dei vetrai antichi

A New York City, negli Stati Uniti, la professoressa di storia dell’arte e soffiatrice di vetro della Washington State University, Hallie Meredith, ha fatto una scoperta intrigante sull’antica lavorazione del vetro romano, un dettaglio che era rimasto in bella vista per secoli. È accaduto nel febbraio del 2023, mentre la professoressa stava esaminando una collezione privata di coppe di vetro a gabbia romane, note come diatreta, presso il Metropolitan Museum of Art. Queste delicate opere d’arte di lusso sono state scolpite da un singolo blocco di vetro tra il 300 e il 500 dell’era. . .

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