Non c'era nessun sistema di allerta. Nessuna sentinella sulla costa ligure si era mai addestrata a riconoscere quel profilo. Il drakkar vichingo — con la sua prua alta scolpita a forma di serpente, il suo scafo piatto capace di scivolare su acque bassissime, la sua vela quadra gonfiata da venti che avevano già attraversato l'Atlantico — era una tecnologia di guerra che il Mediterraneo non aveva ancora visto. Quando la flotta di Björn e Hastein comparve all'orizzonte tirrenico nell'autunno dell'860, le città costiere italiane avevano già imparato a temere i corsari arabi, le galere bizantine, le bande. . .
I Vichinghi in Italia. Le vele del nord attaccano Toscana e Liguria
Nel 860 d.C. la flotta di Björn Járnsíða e Hastein varcò lo stretto di Gibilterra, devastò Pisa e risalì l'Arno fino a Fiesole. Un lampo di tre settimane che lasciò bruciata una città e viva una leggenda — quella della capitale di marmo bianco scambiata per Roma.



