È un giorno di esecuzione in una grande città europea, Londra o Parigi, Napoli o Vienna. Da ore la folla si raduna intorno al patibolo: venditori ambulanti smerciano cibo e bevande, le finestre che danno sulla piazza sono affittate a caro prezzo, i bambini vengono issati sulle spalle perché possano vedere, le autorità prendono posto in prima fila. Il ritmo ordinario della città si è interrotto. Tutti, per qualche ora, guardano nella stessa direzione, verso lo stesso punto sopraelevato dove di lì a poco un uomo morirà.
Sarebbe riduttivo chiamare tutto questo semplicemente «pena». È un evento, nel senso pieno. . .



