È notte, alla fine della repubblica. Un uomo è inginocchiato in un campo fuori città, dove la terra è già stata smossa. Ha portato vino, latte, miele, un po' di sangue di un animale appena sgozzato. Versa lentamente sul terreno, e il liquido sparisce nella fossa come bevuto da una bocca invisibile. L'odore è denso, vino acido e fumo di incenso, e nell'aria fredda resta sospeso il grasso bruciato dell'offerta.
L'uomo pronuncia un nome. Lo dice ad alta voce, scandito, perché chi non ha più voce possa comunque sentirlo. Ripete una formula appresa a memoria, di. . .



