I segreti di Imakia, la capitale del Kaganato

Un'eccezionale campagna di scavi nella regione di Pavlodar riporta alla luce una dimora mobile intatta del periodo kimak-kipchak, confermando le antiche mappe arabe del X secolo e aprendo nuove prospettive sulla civiltà medievale della Grande Steppa.

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Display of assorted rocks and minerals on a purple-framed tray, including a ceramic pot, round stone sphere, and several rough rocks outdoors

A PAVLODAR, in Kazakistan, la storia della Grande Steppa ritrova uno dei suoi capitoli più affascinanti e sconosciuti. L’ Akim della regione di Pavlodar, Asain Baikhanov, si è recato personalmente in visita presso il cantiere di scavo archeologico del complesso tumulare di Baidala, situato nel distretto rurale di Kenzhekol. Si tratta di uno dei siti archeologici più rilevanti appartenenti all’epoca del Kaganato di Kimak, un’antica entità statale nomadica in grado di rivelare dettagli inediti sulla formazione culturale e politica dei popoli nomadi dell’Asia centrale.

Secondo le preziose indicazioni riportate sulle antiche carte geografiche arabe del X secolo, era proprio in questa vasta area geografica che sorgeva Imakia, il leggendario centro politico e amministrativo del Kaganato di Kimak. Da oltre vent’anni, un’articolata spedizione archeologica guidata dal noto studioso Timur Smagulov conduce ininterrottamente scavi di salvaguardia per preservare e documentare un patrimonio storico-culturale dal valore inestimabile, minacciato dal passare del tempo e dagli agenti atmosferici. Nel corso della stagione di ricerca attualmente in svolgimento, gli archeologi stanno proseguendo l’indagine metodica di uno dei tumuli meglio conservati dell’area. I ricercatori hanno già provveduto a riportare alla luce e ripulire i resti del fossato funerario perimetrale, all’interno del quale sono state rinvenute numerose ossa di animali offerti in sacrificio durante i rituali funebri, mentre la complessa apertura della sepoltura principale è stata programmata tra i mesi di Agosto e Settembre.

Gli esperti della missione hanno illustrato al capo della regione i risultati scientifici e le scoperte di maggiore rilievo conseguite negli ultimi anni. Tra queste spicca un ritrovamento straordinario che ha destato enorme scalpore nella comunità scientifica internazionale, considerato una vera e propria sensazione archeologica priva di equivalenti nell’intera archeologia della Steppa eurasiatica. Si tratta di una dimora mobile del periodo kimak-kipchak giunta fino a noi perfettamente conservata nella sua interezza: un grande carro in legno sormontato da una struttura a tenda la cui architettura e concezione costruttiva si avvicinano in modo impressionante alla classica yurta kazaka. Unitamente alla struttura del carro, gli archeologi hanno portato alla luce un ricco corredo composto da una sella in legno, staffe, morsi per cavalli, varie tipologie di armi, raffinati monili di oreficeria, pregiati tessuti in seta e molteplici altri manufatti che consentono di riconsiderare sotto una luce del tutto nuova la vita quotidiana, la tecnologia e l’organizzazione sociale dei nomadi medievali. Fino a questo momento, infatti, la storiografia e la scienza storica disponevano unicamente di scarse testimonianze scritte o di raffigurazioni schematiche di tali caratteristiche case su ruote.

Nel corso della sua visita sul campo, Asain Baikhanov ha voluto rimarcare con forza che la tutela, il restauro e la valorizzazione di simili monumenti storici rivestono un’importanza decisiva e strategica non soltanto per la provincia locale, ma per l’intera nazione kazaka. Durante l’ispezione dei reperti, il Governatore ha dichiarato formalmente: « Baidala è un luogo simbolo che ci svela la storia profonda della nostra terra. Ogni singolo reperto emerso dal terreno possiede un valore scientifico e storico-culturale altissimo, aiutandoci a comprendere meglio le radici stesse della nostra statualità e ampliando le conoscenze sulla civiltà medievale della Grande Steppa. Il nostro dovere primario è garantire uno studio scientifico rigoroso e completo di questo monumento, creando al contempo tutte le condizioni necessarie affinché queste scoperte uniche entrino a far parte dei percorsi espositivi dei musei moderni ».

A conclusione del sopralluogo, il capo della regione ha impartito direttive precise ai suoi uffici per strutturare le tappe future della ricerca scientifica, disponendo l’immediata attivazione di protocolli di conservazione e restauro per i reperti più delicati. Contestualmente, è stata richiesta la preparazione di progetti dettagliati per la musealizzazione dell’intero complesso archeologico di Baidala, con l’obiettivo di trasformarlo in uno dei poli d’attrazione culturale e turistica di riferimento per il patrimonio storico del Kazakistan.

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Fabio Saverio Gatto
Fabio Saverio Gatto Originario di Reggio Calabria (classe 1980) e residente a Edimburgo dal 2019, Fabio ha saputo unire le proprie radici culturali a una solida esperienza internazionale. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una visione aperta e dinamica, mantenendo sempre vivo il suo interesse con la cultura classica. Grande appassionato di storia dell'Antica Roma, ha approfondito lo studio del mondo classico da autodidatta, dedicando anni a una ricerca personale costante e rigorosa. Nel 2025 questa dedizione si è trasformata in un impegno professionale con Scripta Manent, dove Fabio si dedica alla divulgazione storica, contribuendo a valorizzare e diffondere il patrimonio della classicità con un approccio moderno e coinvolgente.
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Fabio Saverio Gatto
Fabio Saverio Gatto Originario di Reggio Calabria (classe 1980) e residente a Edimburgo dal 2019, Fabio ha saputo unire le proprie radici culturali a una solida esperienza internazionale. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una visione aperta e dinamica, mantenendo sempre vivo il suo interesse con la cultura classica. Grande appassionato di storia dell'Antica Roma, ha approfondito lo studio del mondo classico da autodidatta, dedicando anni a una ricerca personale costante e rigorosa. Nel 2025 questa dedizione si è trasformata in un impegno professionale con Scripta Manent, dove Fabio si dedica alla divulgazione storica, contribuendo a valorizzare e diffondere il patrimonio della classicità con un approccio moderno e coinvolgente.