Il laboratorio medievale sotto Tbilisi

I lavori stradali nel centro della capitale georgiana portano alla luce una preziosa officina di ceramiche risalente al periodo della dominazione araba. I reperti aiuteranno a ricostruire il ruolo commerciale della città lungo la Via della Seta.

0
Worker in a reflective vest holds two decorated ancient ceramic shard fragments at a dirt excavation site

A Tbilisi, in Georgia, i cantieri per il rifacimento stradale hanno portato alla luce un laboratorio di ceramica risalente a un millennio fa. La scoperta è avvenuta a sei metri di profondità sotto viale Rustaveli, la principale arteria del centro cittadino, interessata nel corso dell’estate da lavori di riqualificazione per l’inserimento di nuovi attraversamenti pedonali e segnaletica. Il ritrovamento offre una rara e preziosa finestra sul passato medievale della capitale georgiana.

I reperti individuati dagli archeologi, che si configurano come una delle testimonianze medievali più antiche mai rinvenute in città, consistono in frammenti di vasellame le cui decorazioni preliminari suggeriscono una datazione compresa tra il X secolo e l’XI secolo. Il materiale verrà ora trasferito al Museo Nazionale, situato a breve distanza dall’area degli scavi, dove sarà sottoposto a scansioni tridimensionali e ad analisi approfondite. Secondo David Lordkipanidze, direttore dell’istituzione museale, l’emergere di officine di diverse epoche nel sottosuolo cittadino non costituisce una sorpresa, considerata la notevole ricchezza del patrimonio archeologico locale.

L’officina risale a un’epoca in cui Tbilisi si trovava sotto l’amministrazione araba e rappresentava uno snodo cruciale lungo i percorsi della Via della Seta. Sebbene le cronache georgiane facciano risalire la fondazione del nucleo urbano al IV secolo, per opera del sovrano Vakhtang I del regno di Kartli, fu proprio durante il medioevo che l’insediamento conobbe la sua maggiore fioritura. Nel corso dei secoli, il controllo del territorio passò in successione dal califfato omayyade di Damasco a quello abbaside di Baghdad, fino ad arrivare all’Impero selgiuchide. Come ha sottolineato lo stesso Lordkipanidze, in quel periodo storico la città si distingueva per la sua profonda natura multiculturale, affermandosi come il vero centro economico dell’intera regione.

La conformazione moderna dell’abitato, caratterizzata da case ottocentesche affacciate sul fiume Kura, è il risultato delle successive ondate di conquista da parte di mongoli, persiani e russi. Il nome stesso della città significa «luogo caldo», in riferimento alle acque sulfuree che sgorgano dalle montagne circostanti e che scorrono ancora oggi sotto il manto stradale, rese visibili proprio dalle recenti opere di scavo. Mentre l’amministrazione cittadina prosegue i cantieri con l’obiettivo di rispettare la scadenza di novembre, affrontando anche le proteste dei residenti per i disagi e le indagini sulla presunta presenza di amianto nel sottosuolo, gli archeologi continueranno a studiare le antiche ceramiche. Questi frammenti permetteranno di comprendere meglio le dinamiche commerciali di un crocevia che da secoli unisce mondi e culture differenti.

author avatar
Roberto Trizio
Consulente di comunicazione e web reputation, Roberto Trizio è il fondatore del gruppo divulgativo Scripta Manent. Attraverso sette canali, il network offre ogni giorno documentari e approfondimenti dall'epoca antica all'età contemporanea. Il gruppo, con 300.000 iscritti e oltre 1.5 mln di spettatori mensili, è leader in Italia per la divulgazione storica.