Quanti legionari schierò Roma nella sua storia?

Quanti legionari schierò Roma complessivamente nel corso della sua storia? Dalla prima formazione di età monarchica, ideata addirittura dal fondatore Romolo, la legione romana si modificò nel corso del periodo repubblicano, anche a seconda dei nemici che doveva affrontare, per subire ulteriori ottimizzazioni nel periodo Imperiale e tardo Imperiale.

Quanti legionari schierò Roma in periodo monarchico?

Dopo la fondazione di Roma, la leggenda racconta che il fondatore e primo Re, Romolo, formò le legioni romane con 3000 soldati di fanteria e 300 cavalieri. Dopo aver prima combattuto e poi stipulato una pace con la tribù dei Sabini, venne formata una nuova legione ad affiancare la prima, per un esercito romano monarchico che contava in totale 6000 Fanti e 600 Cavalieri

Al tempo del Re Servio Tullio, il numero dei legionari all’interno di una legione aumentò ulteriormente, toccando probabilmente quota 17.000 fanti e  1.800 cavalieri.

Quanti legionari schierò Roma in età repubblicana?

Come spiegato, le legioni romane di età repubblicana modificarono il numero degli uomini impiegati anche a seconda della situazione contingente in cui si trovavano. 

Al tempo della guerra Latina venivano arruolati due eserciti, composti da due legioni di 4.200–5.000 fanti e 300 cavalieri ciascuna, per una forza armata totale di 16.800–20.000 fanti e 1.200 cavalieri.

Per affrontare Pirro, l’esercito romano aumentò ulteriormente i suoi effettivi, componendosi di quattro eserciti: ognuno di essi conteneva due legioni di cittadini romani e due unità di alleati, ma questi ultimi avevano un numero di cavalleria tre volte superiore rispetto alle unità romane. 

Ogni legione era composta da 4.200-5.000 fanti e 300 cavalieri, mentre le unità alleate avevano sempre 4.200-5.000 fanti ma tre volte più cavalleria (900 cavalieri per unità). Il totale, quindi, ammontava a circa 80.000 fanti e 10.000 cavalieri.

Nel complesso, Roma fu in grado di schierare, soprattutto in età repubblicana, una quantità complessiva di soldati davvero impressionante: nel III secolo a.C l’esercito romano contemplava due legioni di 4.200 fanti e 300 cavalieri ciascuna, due eserciti consolari (entrambi composti da due legioni rinforzate di circa 5.200 fanti e 300 cavalieri ciascuno) e circa 30.000 soldati alleati (di cui 2.000 cavalieri) in servizio permanentemente attivo, con altri 90.000 di riserva, pronti a intervenire in caso di necessità e composti da 50.000 Etruschi e Sabini, di cui 4.000 cavalieri, 20.000 Umbri e Sarsiniani oltre a 20.000 Veneti e Cenomani.

L’esercito nel suo complesso avrebbe quindi toccato i 150.000 soldati, di cui solamente 30mila cittadini romani.

Durante la guerra contro Annibale, l’esercito romano arrivò a schierare 23 legioni posizionate in Italia, Illirico, Sicilia, Sardegna, Gallia Cisalpina e ai confini della Macedonia. Queste contavano circa 115.000 fanti e 13.000 cavalieri.

Invece, nel corso delle guerre civili e in particolare alla morte di Giulio Cesare, vi erano 37 legioni, di cui sei in Macedonia, tre in Africa e dieci nelle province orientali.

Quanti legionari schierò Roma in età imperiale?

Al tempo dell’imperatore Tiberio, le forze legionarie avrebbero raggiunto la cifra di 125.000 uomini, divisi in 25 legioni, aiutate da ulteriori forze ausiliarie, per un totale di 250.000 soldati, di cui circa 30.000 appartenevano alla cavalleria. Oltre a questi, vi erano 10.000 soldati a protezione della capitale, tra cui la guardia pretoriana, le coorti urbane, i vigiles, gli equites singulares Augusti e 40.000 legionari di marina.

Sotto Traiano, le legioni arrivarono a 30, per circa 165.000 legionari in servizio, mentre gli ausiliari toccarono quota 200.000-220.000, di cui 70.000 cavalieri: l’esercito toccò una complessivo di 360.000-380.000 soldati.

Al tempo dell’imperatore Settimio Severo, l’esercito romano raggiunse in totale addirittura i 500.000 soldati, con 33 legioni (182.000 legionari) e più di 400.000 ausiliari. Nel corso della crisi del III secolo, le legioni raggiunsero le 36 unità – equivalenti a 200.000 legionari – per cui, contando gli ausiliari, più di 500.000 uomini erano sotto le armi.

Con l’istituzione della Tetrarchia da parte di Diocleziano, il numero totale delle legioni raggiunse, nel 300 d.C, il numero di 53–56. La guarnigione di Roma subì un’importante espansione. C’erano infatti 10 coorti pretoriane di 1.000 uomini ciascuna e 1.000 equites singulares , per un totale di 24.000 uomini. La flotta in questo periodo dovrebbe aver raggiunto i 45.500 uomini. Sotto Diocleziano dunque l’esercito romano poteva contare su circa 580.000 – 590.000 uomini.

L’ascesa al trono di Costantino e la rinascita della sua monarchia dinastica videro il numero delle legioni romane aumentare, per l’ultima volta, toccando quota 64–67. Le stime arrivano a un totale, compresi i barbari federati, di 645.000 soldati.

Fonti

  • G. Cascarino, L’esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. I – Dalle origini alla fine della repubblica, Rimini 2007.
  • G. Cascarino, L’esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. II – Da Augusto ai Severi, Rimini 2008.
  • Y. Le Bohec, L’esercito romano da Augusto alla fine del III secolo, Roma 1992, VII ristampa 2008.
  • Y. Le Bohec, Armi e guerrieri di Roma antica. Da Diocleziano alla caduta dell’impero, Roma 2008.