Nel corso della tarda antichità, il rapporto tra cristiani e pagani nell’Impero Romano fu segnato da un complesso intreccio di leggi, pressioni sociali e trasformazioni culturali, più che da una persecuzione sistematica e violenta come spesso si crede.
A partire dal regno di Costantino il Grande, la progressiva affermazione del cristianesimo portò a una serie di provvedimenti che limitarono le pratiche pagane: furono vietati i sacrifici pubblici, alcuni templi furono chiusi o convertiti, e i culti tradizionali persero il sostegno economico dello Stato. Ma queste misure furono applicate in modo discontinuo e incontrarono spesso resistenze locali, mentre la maggior. . .



