Le radici medievali delle odierne previsioni del tempo

Mappe, satelliti, modelli numerici: le previsioni del tempo sembrano un'invenzione del nostro secolo. In realtà affondano in un laboratorio medievale dove astronomia, astrologia e osservazione dei campi lavoravano insieme.

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Monaco medievale studia tavole astronomiche e astrolabio in un monastero, con contadino e buoi che arano i campi sullo sfondo al tramonto

La sera, prima del telegiornale, qualcuno ci dice che tempo farà domani, dopodomani, fino al fine settimana. Dietro quelle mappe colorate ci sono satelliti in orbita, reti di stazioni a terra, supercalcolatori che macinano equazioni della fisica dell'atmosfera. È diventato così ovvio che quasi non ci pensiamo. Eppure vale la pena fermarsi su una domanda apparentemente banale: da quando, esattamente, l'essere umano prova a prevedere il tempo?

Immaginiamoci nel tredicesimo secolo, nello studio di un chierico colto. Davanti a lui non ci sono satelliti ma tavole astronomiche, un astrolabio, manoscritti che arrivano dal mondo arabo e, attraverso di. . .

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Fabio Saverio Gatto
Fabio Saverio Gatto Originario di Reggio Calabria (classe 1980) e residente a Edimburgo dal 2019, Fabio ha saputo unire le proprie radici culturali a una solida esperienza internazionale. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una visione aperta e dinamica, mantenendo sempre vivo il suo interesse con la cultura classica. Grande appassionato di storia dell'Antica Roma, ha approfondito lo studio del mondo classico da autodidatta, dedicando anni a una ricerca personale costante e rigorosa. Nel 2025 questa dedizione si è trasformata in un impegno professionale con Scripta Manent, dove Fabio si dedica alla divulgazione storica, contribuendo a valorizzare e diffondere il patrimonio della classicità con un approccio moderno e coinvolgente.