A Pompei, l'indagine su oltre dodicimila frammenti scritti restituisce l'immagine di una città ricca e multiculturale, seconda per importanza soltanto alla capitale dell'impero. Le scritte superstiti all'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. non sono semplici reperti, ma vere e proprie testimonianze parlanti che mescolano la cultura alta alla vita quotidiana, spaziando dai versi poetici alle ingiurie, fino alla propaganda elettorale.
Questo patrimonio epigrafico è al centro dell'analisi condotta da Maria Chiara Scappaticcio, docente presso l'Università Federico II di Napoli. A differenza delle tradizionali raccolte dell'epigrafia ottocentesca. . .



