Virgilio e i lavandai: le vere voci di Pompei

Un nuovo studio analizza oltre dodicimila frammenti scritti recuperati nella città campana. Dalle parodie letterarie alle testimonianze di idiomi inattesi, le pareti restituiscono la vivacità culturale e sociale del mondo romano prima dell'eruzione.

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Framed painting of a seated woman holding a child on a green background, hung on a yellow textured wall with a blue wire crossing the artwork.

A Pompei, l'indagine su oltre dodicimila frammenti scritti restituisce l'immagine di una città ricca e multiculturale, seconda per importanza soltanto alla capitale dell'impero. Le scritte superstiti all'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. non sono semplici reperti, ma vere e proprie testimonianze parlanti che mescolano la cultura alta alla vita quotidiana, spaziando dai versi poetici alle ingiurie, fino alla propaganda elettorale.

Questo patrimonio epigrafico è al centro dell'analisi condotta da Maria Chiara Scappaticcio, docente presso l'Università Federico II di Napoli. A differenza delle tradizionali raccolte dell'epigrafia ottocentesca. . .

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Fabio Saverio Gatto
Fabio Saverio Gatto Originario di Reggio Calabria (classe 1980) e residente a Edimburgo dal 2019, Fabio ha saputo unire le proprie radici culturali a una solida esperienza internazionale. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una visione aperta e dinamica, mantenendo sempre vivo il suo interesse con la cultura classica. Grande appassionato di storia dell'Antica Roma, ha approfondito lo studio del mondo classico da autodidatta, dedicando anni a una ricerca personale costante e rigorosa. Nel 2025 questa dedizione si è trasformata in un impegno professionale con Scripta Manent, dove Fabio si dedica alla divulgazione storica, contribuendo a valorizzare e diffondere il patrimonio della classicità con un approccio moderno e coinvolgente.