L’illusione del bianco: i veri colori delle antiche statue

Per secoli l'antichità classica è stata associata all'astratta purezza del marmo. Le indagini archeologiche dimostrano tuttavia che templi e sculture erano vivacemente dipinti, restituendo un'immagine inedita e vitale del passato.

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Stone terrace with six statues: three red-robed women on the right and three draped figures on the left, against a pale sky and distant landscape, likely a classical ruin edge.

A New York, un recente percorso espositivo ha riacceso il dibattito su uno dei più radicati equivoci storici: l'assenza di colore nell'arte antica. Per secoli, infatti, l'immaginario collettivo ha associato la scultura e l'architettura classica all'idea di una purezza immobile e levigata, perfettamente rappresentata dal candore del marmo. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione storica errata. Le opere monumentali dell'antichità nascevano in realtà per essere decorate con pigmenti cromatici vivaci, capaci di fondersi con la luce del sole e con il paesaggio circostante.

L'idea che il marmo bianco rappresenti un ideale assoluto di. . .

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Fabio Saverio Gatto
Fabio Saverio Gatto Originario di Reggio Calabria (classe 1980) e residente a Edimburgo dal 2019, Fabio ha saputo unire le proprie radici culturali a una solida esperienza internazionale. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una visione aperta e dinamica, mantenendo sempre vivo il suo interesse con la cultura classica. Grande appassionato di storia dell'Antica Roma, ha approfondito lo studio del mondo classico da autodidatta, dedicando anni a una ricerca personale costante e rigorosa. Nel 2025 questa dedizione si è trasformata in un impegno professionale con Scripta Manent, dove Fabio si dedica alla divulgazione storica, contribuendo a valorizzare e diffondere il patrimonio della classicità con un approccio moderno e coinvolgente.