A New York, un recente percorso espositivo ha riacceso il dibattito su uno dei più radicati equivoci storici: l'assenza di colore nell'arte antica. Per secoli, infatti, l'immaginario collettivo ha associato la scultura e l'architettura classica all'idea di una purezza immobile e levigata, perfettamente rappresentata dal candore del marmo. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione storica errata. Le opere monumentali dell'antichità nascevano in realtà per essere decorate con pigmenti cromatici vivaci, capaci di fondersi con la luce del sole e con il paesaggio circostante.
L'idea che il marmo bianco rappresenti un ideale assoluto di. . .



