Come gli indigeni usano la tecnologia per salvare l’arte di KAKADU.

0

Nella regione australiana del Parco Nazionale di Kakadu, uno dei paesaggi culturali più apprezzati del paese, prende corpo una iniziativa che sta rivoluzionando il modo in cui le comunità indigene gestiscono, proteggono e tramandano il loro patrimonio. Kakadu, inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dal 1981, attira migliaia di visitatori ogni anno, soprattutto durante la stagione secca. Molti di loro desiderano ammirare le straordinarie pitture rupestri conosciute come "gunwardebim" nella lingua locale Kunwinjku, testimonianze di una storia millenaria che continua a vivere fra le rocce di Ubirr.

I dipinti di Ubirr, raggiungenti fino a diciottomila anni di età, narrano storie. . .

iscriviti per continuare a leggere

Questo articolo è disponibile solo per i membri della community.
Iscriviti grauitamente a Scripta Manent.
Riceverai anche l'almanacco di Scripta Manent vie email ogni settimana.

Articolo precedenteCOSA MANGIAVANO I LEGIONARI ROMANI: DIETA REALE E SEGRETI NUTRIZIONALI
Articolo successivoDzudzuana. Scoperte tracce di colore blu usato dagli uomini del Paleolitico.
Fabio Saverio Gatto
Fabio Saverio Gatto Originario di Reggio Calabria (classe 1980) e residente a Edimburgo dal 2019, Fabio ha saputo unire le proprie radici culturali a una solida esperienza internazionale. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una visione aperta e dinamica, mantenendo sempre vivo il suo interesse con la cultura classica. Grande appassionato di storia dell'Antica Roma, ha approfondito lo studio del mondo classico da autodidatta, dedicando anni a una ricerca personale costante e rigorosa. Nel 2025 questa dedizione si è trasformata in un impegno professionale con Scripta Manent, dove Fabio si dedica alla divulgazione storica, contribuendo a valorizzare e diffondere il patrimonio della classicità con un approccio moderno e coinvolgente.