Nel sud della Finlandia, l’impiego di un metal detector ha permesso di portare alla luce un eccezionale deposito di monete e gioielli d’argento risalente al Medioevo.
Il ritrovamento, datato dagli studiosi in un periodo compreso tra il 1000 e il 1050, si trovava all’interno di un’area boschiva. Il tesoro era stato accuratamente celato nella terra in prossimità di due grandi pietre, che fungevano probabilmente da segnavia per chi lo aveva nascosto. Il deposito non era unito in un solo blocco, ma risultava suddiviso in due distinti contenitori realizzati in corteccia di betulla e sepolti a qualche metro l’uno dall’altro. Complessivamente, il materiale recuperato raggiunge circa le dieci libbre (4,54 kg) di peso.
Lo studioso Esko Tikkala, ricercatore del Lahti Historical Museum, ha confermato la straordinaria ricchezza del rinvenimento. «Ci sono davvero molte monete in questo tesoro», ha dichiarato l’esperto, precisando tuttavia di non aver ancora avuto il tempo materiale per esaminarle tutte nel dettaglio.
Le prime analisi visive hanno comunque già permesso di delineare un quadro affascinante degli scambi commerciali internazionali dell’XI secolo. I contenitori in corteccia custodivano infatti monete coniate nei territori che oggi corrispondono a Germania, Svezia e Gran Bretagna. A testimoniare l’ampiezza delle antiche reti di scambio transcontinentali vi è inoltre la presenza di numerosi dirham, monete provenienti dal mondo islamico.
Oltre ai coni regolari, all’interno del tesoro è stato identificato del metallo frammentato comunemente noto come hacksilver. Questa particolare tipologia di argento tagliato in piccoli pezzi veniva sistematicamente impiegata nelle transazioni commerciali dell’epoca come vera e propria valuta, permettendo ai mercanti di effettuare pagamenti basati sul peso effettivo del metallo pregiato. Il meticoloso lavoro di pulizia e catalogazione dovrà ora chiarire l’esatta composizione del reperto e quantificare con precisione il patrimonio numismatico appena riemerso dal passato.



