Nell’immaginario collettivo contemporaneo, le fiabe medievali sembrano spesso tessere incantate, filate tra calde atmosfere domestiche e narrazioni che promettono un lieto fine. In realtà, il tessuto narrativo delle antiche storie europee custodisce un lato oscuro, un universo inquietante dove nani deformi, draghi spaventosi e processi per stregoneria segnano la frontiera tra il noto e l’ignoto, tra l’intrattenimento e la paura. Dagli scritti di Guglielmo di Rubruck alle cronache di Matthew Paris, dalle pagine tragiche del Malleus Maleficarum di Heinrich Kramer fino ai manoscritti. . .



