«Di che segno sei?» — una domanda oggi ingenua, amichevole o persino frivola, ma che nelle sale dei palazzi antichi aveva il potere di spalancare porte, influenzare le carriere, decidere alleanze e condannare a morte. Un soffio di polvere cosmica aleggia ancora tra gli arazzi e gli stucchi di corte, invisibile eppure persistente come un mormorio di stelle, eco di pratiche che univano, separavano e talvolta salvavano la vita. Tra le pieghe sontuose delle corti dell’Europa antica e rinascimentale, l’astrologia non fu mai un semplice passatempo, ma un potente strumento di governo, superstizione e identità, capace di fondere scienza. . .



