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M5S, tribunale di Napoli sospende le delibere dell’elezione di Conte

M5S, tribunale di Napoli sospende le delibere dell’elezione di Conte

La decisione è stata assunta in via cautelare: ma a leggere il testo dei giudici, Conte decade subito dalla carica di leader del Movimento in attesa che venga assunta la decisione definitiva nel merito. L’avvocato Lorenzo Borrè conferma: «Da Conte ai vice, sono state azzerate tutte le cariche del Movimento 5 Stelle. M5S decapitato, siamo all’anno zero: ora ritorna in vigore il vecchio statuto, bisogna nominare il Comitato direttivo».

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A presentare il ricorso alla magistratura erano stati alcuni attivisti M5S. Tra i militanti: Steven Hutchinson, Renato Delle Donne e Liliana Coppola, i quali hanno presentato il ricorso supportati da centinaia di attivisti che hanno contribuito al pagamento delle spese legali.

Il punto più importante affrontato dai giudici riguarda l’esclusione dal voto che portò all’elezione di Conte degli iscritti al Movimento da meno di sei mesi. Per il tribunale tale esclusione va considerata «illegittima» poiché «ha determinato l’alterazione del quorum assembleare». La modifica al regolamento «risulta adottata sulla base di un’assemblea formata da soli 113.894 iscritti (quelli da più di sei mesi) in luogo dei 195.387 associati iscritti a quella data». Quindi oltre 80.000 attivisti sono stati esclusi indebitamente dal voto. «La violazione delle disposizioni contenute nello statuto dell’associazione comporta, su domanda di qualunque associato, l’annullamento della relativa deliberazione che sia stata impugnata» e dunque «fa di conseguenza, in questa sede, apparire invalida anche la delibera del 5 agosto 2021 con cui è stato nominato il presidente dell’ente».

Borrè aggiunge: “Oggi il tribunale di Napoli ripristina il principio della necessità della partecipazione di tutti gli iscritti nell’adozione delle scelte fondamentali del nostro Movimento”, dichiarano gli attivisti. “La parità dei diritti è una pietra angolare del M5s e non può trovare deroga in alcun caso, tantomeno per l’accesso alle cariche statutarie in quanto non esistono primi inter pares. Ora confidiamo in un processo partecipativo aperto e in una riflessione sugli errori e sulle forzature fatte, chi ha sbagliato deve farsi da parte”.


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