C’era un tempo, non così lontano, in cui Pompei si svegliava con il canto degli uccelli e si addormentava con il sussurro del vento tra le tegole, sospesa nel limbo tra la grandezza di Roma e la furia improvvisa di un Vesuvio silenzioso. Ma ciò che rende Pompei immortale non sono le sue rovine, ma quella pulsazione antica, il respiro di una città operosa e indomita, che la fece diventare il simbolo della vitalità estenuante e mai domata dei suoi abitanti.
Per capire davvero cosa significasse vivere a Pompei bisogna immergersi nell’intreccio dei suoi vicoli alla luce dell. . .



