Il Danubio svela il ponte di Costantino

La grave siccità ha fatto riaffiorare le fondazioni del colosso architettonico del IV secolo costruito tra Bulgaria e Romania. Una campagna di rilievo d'urgenza ha mappato i resti grazie all'impiego dei droni.

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A Gigen, in Bulgaria, l'eccezionale siccità che ha colpito l'Europa nell'agosto del 2026 ha fatto riaffiorare dalle acque del Danubio le fondazioni del monumentale Ponte di Costantino. Il progressivo abbassamento del livello fluviale ha restituito alla vista una delle più grandi opere d'ingegneria civile e militare realizzate durante l'epoca romana.

Approfittando della rara finestra offerta dalle condizioni climatiche, il Museo Storico Regionale di Pleven ha immediatamente avviato una campagna di archeologia d'urgenza. Sotto la direzione scientifica del ricercatore Pavel Popov, l'équipe. . .

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