I tre sovrani cancellati dalla lista assira

Testi cuneiformi, una stele e una statua indicano l’esistenza di tre monarchi esclusi dalla cronologia ufficiale. La Lista reale assira potrebbe essere stata costruita anche per legittimare il potere.

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Four reddish-brown rock fragments shown from different angles on a white background.

Per circa un secolo, la lista reale assira è stata considerata dagli studiosi il principale punto di riferimento per ricostruire la successione dei sovrani e la cronologia dell’antico impero, soprattutto nelle sue fasi più recenti. Una nuova ricerca mette però in discussione l’immagine di un documento completo e imparziale: tre re, finora assenti dall’elenco ufficiale, potrebbero avere governato l’Assiria per brevi periodi o contemporaneamente ad altri monarchi riconosciuti.

Le identità dei tre sovrani sono state ricostruite attraverso testimonianze diverse, tra cui tavolette d’argilla, iscrizioni, una stele e una statua danneggiata. Secondo Alexander Johannes Edmonds ed Eckart Frahm, autori dello studio pubblicato sul Journal of Cuneiform Studies, questi elementi mostrano che la storia politica della prima età neoassira fu più instabile e complessa di quanto lasci intendere la cronologia tramandata.

Il primo re dimenticato si sarebbe chiamato Tiglat-Pileser, come un precedente sovrano assiro. Avrebbe regnato parallelamente ad Aššur-dān III, suo nipote e monarca riconosciuto dalla lista ufficiale. Il suo tentativo di conquistare il trono sarebbe avvenuto dopo un’eclissi solare interpretata come un presagio particolarmente importante.

Una tavoletta conservata al British Museum contiene una concessione reale e conserva tracce della sua amministrazione. Il documento sembra indicare che questo Tiglat-Pileser esercitò il potere tra il 763 e il 762 a.C., prima di essere deposto. Il suo breve governo, nato durante una lotta interna alla dinastia, potrebbe spiegare perché non venne accolto nella successione ufficiale.

Il secondo caso nasce da una stele scoperta nel 1894 a Tell ‘Abta, nell’attuale Iraq. Sull’iscrizione, il nome del sovrano assiro dell’epoca era stato sostituito con quello di un altro Tiglat-Pileser. La modifica ha alimentato a lungo un dibattito tra gli studiosi, perché non sembrava accordarsi con la sequenza dei monarchi conosciuti.

La nuova interpretazione propone di inserire nella cronologia un re chiamato Salmanassar, che avrebbe governato immediatamente prima dell’ascesa al trono di Tiglat-Pileser III, avvenuta nel 745 a.C. L’esistenza di questo sovrano permetterebbe di spiegare la sovrascrittura presente sulla stele e di ricostruire con maggiore coerenza una fase segnata da cambiamenti politici rapidi.

Il terzo re sarebbe invece un Aššur-uballiṭ. La sua possibile esistenza emerge da un testo cuneiforme nel quale Tukultī-Ninurta II descrive un recipiente destinato alle libagioni. L’oggetto era stato realizzato da Tukultī-Ninurta I e successivamente restaurato da un sovrano chiamato Aššur-uballiṭ.

La Lista reale assira, tuttavia, non registra nessun monarca con questo nome tra i regni dei due Tukultī-Ninurta. Gli studiosi ritengono che un Aššur-uballiṭ finora sconosciuto possa avere governato tra il 913 e il 912 a.C. La sua presenza spiegherebbe non soltanto il riferimento contenuto nella tavoletta, ma anche l’identità del sovrano rappresentato in una statua rinvenuta nell’antica città di Aššur.

La figura scolpita è priva della testa, mentre le braccia e le insegne sono state consumate o rimosse. Questi danni impediscono un’identificazione diretta, ma la cronologia proposta dai ricercatori offre una possibile risposta a un problema rimasto aperto.

I tre casi modificano soprattutto il modo in cui può essere interpretata la Lista reale assira. Il documento potrebbe non essere stato concepito come una registrazione neutrale di tutti coloro che esercitarono il potere. Potrebbe invece avere funzionato come un canone destinato a legittimare una determinata successione dinastica, aggiornato nel tempo per eliminare sovrani di breve durata, concorrenti sconfitti o monarchi che avevano governato parallelamente ai re poi riconosciuti.

Questa ipotesi apre nuove domande sulla memoria politica assira. Resta da capire chi decidesse quali sovrani meritassero di essere ricordati, quali criteri stabilissero la loro legittimità e se la lista avesse una funzione pratica oppure prevalentemente cerimoniale.

Le tre figure riemerse dalle testimonianze non rappresentano quindi soltanto un’aggiunta di nomi a una cronologia antica. Mostrano che anche le fonti considerate più autorevoli possono riflettere le scelte politiche di chi le compilò. Altri re esclusi potrebbero ancora nascondersi tra iscrizioni, tavolette e monumenti rimasti senza un’identità certa.

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Redazione