Rinvenuta in Bulgaria una statua marmorea attribuibile alla dea Artemide

Gli scavi nell’antica città greca di Heraclea Sintica portano alla luce un frammento scultoreo a grandezza naturale. I calzari da cacciatrice orientano gli studiosi verso l'identificazione della divinità ellenica, nonostante la collocazione dinanzi al tempio di Eracle.

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Archaeological site with ancient ruins, stone walls, arches, and a white colonnade in the center.

«A RUPITE, in Bulgaria, …» la terra dell’antica Tracia ha restituito una nuova e straordinaria testimonianza del suo glorioso passato classico. Nel corso delle recenti campagne di scavo archeologico condotte nel sito monumentale di Heraclea Sintica, una rilevante città fondata dall’antico popolo greco nella Bulgaria sudoccidentale, gli studiosi hanno riportato alla luce un frammento di eccezionale interesse scientifico. Si tratta di una porzione di statua in marmo di pregevole fattura, la cui iconografia sembrerebbe convergere in modo significativo verso la rappresentazione della divinità ellenica Artemide, custode dei boschi, della caccia e della natura selvatica. La notizia del ritrovamento, originariamente diffusa dalla Sofia News Agency, ha immediatamente suscitato un vivo dibattito tra gli specialisti di storia dell’arte antica e di archeologia delle province balcaniche.

Il coordinatore delle ricerche sul campo, l’archeologo Ludmil Vagalinski dell’Accademia Bulgara delle Scienze, ha esposto le prime e solide argomentazioni a sostegno di tale affascinante identificazione. L’elemento indiziario più rilevante e determinante è rappresentato dai dettagliati calzari scolpiti ai piedi della figura. Si tratta infatti di sandali tipici dello stile dei cacciatori dell’antichità, un attributo calzaturiero che la tradizione iconografica greca e romana associa in via quasi esclusiva e sistematica alla figura della dea cacciatrice. Questa peculiarità stilistica introduce tuttavia un intrigante enigma dal punto di vista topografico e cultuale. Il frammento scultoreo è stato infatti rinvenuto in una posizione che fa presupporre come l’opera fosse originariamente collocata proprio davanti alla facciata di un edificio sacro dedicato al culto di Eracle, l’eroe civilizzatore per eccellenza del pantheon greco.

Le proporzioni geometriche e volumetriche dei frammenti finora recuperati indicano chiaramente che l’opera originale possedeva dimensioni monumentali, assimilabili a grandezza naturale rispetto alla figura umana. Questo elemento strutturale testimonia l’importanza del manufatto e il rilievo pubblico che esso doveva rivestire nel contesto urbano dell’antica polis. Al fine di risolvere i complessi nodi filologici legati alla ricostruzione dell’integrità del simulacro, Ludmil Vagalinski e i collaboratori del suo team scientifico hanno già predisposto un rigoroso protocollo di indagine comparativa. Nei prossimi mesi, l’équipe esaminerà una testa marmorea isolata, rinvenuta nell’area medesima diversi anni or sono, con l’obiettivo di verificare l’esatta compatibilità dei piani di frattura e della grana del marmo. Qualora i pezzi dovessero combaciare, gli archeologi potrebbero ricomporre la fisionomia di una scultura di straordinario valore storico, confermando la compresenza di culti differenti nel medesimo spazio sacro.

Il sito di Heraclea Sintica si conferma così uno dei laboratori archeologici più fecondi d’Europa per lo studio delle dinamiche di penetrazione della cultura ellenica nelle regioni interne dei Balcani. La sovrapposizione o l’accostamento di simulacri divini differenti presso il medesimo tempio apre nuove prospettive di ricerca sulle pratiche devozionali locali e sulle possibili sinergie culturali tra le divinità protettrici delle comunità cittadine. L’indagine scientifica proseguirà nei prossimi mesi con analisi petrografiche sul marmo, tese a individuare i canali di approvvigionamento della pietra e le maestranze scultoree attive in questo cruciale snodo commerciale e politico dell’antichità.

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Fabio Saverio Gatto
Fabio Saverio Gatto Originario di Reggio Calabria (classe 1980) e residente a Edimburgo dal 2019, Fabio ha saputo unire le proprie radici culturali a una solida esperienza internazionale. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una visione aperta e dinamica, mantenendo sempre vivo il suo interesse con la cultura classica. Grande appassionato di storia dell'Antica Roma, ha approfondito lo studio del mondo classico da autodidatta, dedicando anni a una ricerca personale costante e rigorosa. Nel 2025 questa dedizione si è trasformata in un impegno professionale con Scripta Manent, dove Fabio si dedica alla divulgazione storica, contribuendo a valorizzare e diffondere il patrimonio della classicità con un approccio moderno e coinvolgente.
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Fabio Saverio Gatto
Fabio Saverio Gatto Originario di Reggio Calabria (classe 1980) e residente a Edimburgo dal 2019, Fabio ha saputo unire le proprie radici culturali a una solida esperienza internazionale. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una visione aperta e dinamica, mantenendo sempre vivo il suo interesse con la cultura classica. Grande appassionato di storia dell'Antica Roma, ha approfondito lo studio del mondo classico da autodidatta, dedicando anni a una ricerca personale costante e rigorosa. Nel 2025 questa dedizione si è trasformata in un impegno professionale con Scripta Manent, dove Fabio si dedica alla divulgazione storica, contribuendo a valorizzare e diffondere il patrimonio della classicità con un approccio moderno e coinvolgente.