Il sigillo bizantino che unì due imperi

Gli scavi nell'antica città di Perperikon portano alla luce il sigillo in piombo dell'imperatrice Irene Comnena. Il reperto testimonia i delicati rapporti diplomatici e le alleanze del tredicesimo secolo tra l'Impero di Nicea e il potente zar bulgaro Ivan Asen II.

0
Ancient circular coin with a standing figure in the center, holding a tall staff or scepter, surrounded by worn inscriptions and decorative marks on a rough, pitted surface.

A Perperikon, antica città situata nei monti Rodopi della Bulgaria meridionale, gli archeologi hanno fatto una scoperta che getta nuova luce sulle trame diplomatiche del passato. Dagli scavi è infatti emerso un sigillo in piombo di epoca bizantina appartenuto all'imperatrice Irene Comnena.

Come spiegato dall'archeologo Nikolay Ovcharov, l'imperatrice era sposata con Giovanni III Vatatze, l'imperatore di Nicea, un territorio situato nell'Anatolia nord-occidentale. Il ritrovamento del manufatto si inserisce in un preciso contesto storico risalente ai primi anni del XIII secolo. In quel periodo, l'imperatore di. . .

iscriviti per continuare a leggere

Questo articolo è disponibile solo per i membri della community.
Iscriviti grauitamente a Scripta Manent.
Riceverai anche l'almanacco di Scripta Manent vie email ogni settimana.