Crociate difensive o guerre di conquista? La domanda è sbagliata

Per una parte furono la legittima risposta cristiana all'espansione islamica, per l'altra pura aggressione coloniale. Ma scegliere una sola etichetta è già una scelta politica del presente

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Cavalieri crociati con scudi e stendardi a croce rossa davanti alle mura di Gerusalemme e alla Cupola della Roccia

Basta nominarle e il tavolo si spacca. Da un lato c'è chi ripete che le crociate furono essenzialmente difensive, la reazione tardiva e quasi obbligata della Cristianità a secoli di espansione islamica, alla perdita di terre un tempo cristiane, alla minaccia sui pellegrini e sui luoghi santi. Dall'altro c'è chi le legge come la prima grande impresa coloniale dell'Occidente, una macchina di aggressione, saccheggio e conquista mascherata da devozione. Due racconti incompatibili, ciascuno convinto di possedere l'unica chiave giusta.

La domanda, posta così, sembra esigere una scelta: difesa o conquista, una delle due. Ma possiamo. . .

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Fabio Saverio Gatto
Fabio Saverio Gatto Originario di Reggio Calabria (classe 1980) e residente a Edimburgo dal 2019, Fabio ha saputo unire le proprie radici culturali a una solida esperienza internazionale. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una visione aperta e dinamica, mantenendo sempre vivo il suo interesse con la cultura classica. Grande appassionato di storia dell'Antica Roma, ha approfondito lo studio del mondo classico da autodidatta, dedicando anni a una ricerca personale costante e rigorosa. Nel 2025 questa dedizione si è trasformata in un impegno professionale con Scripta Manent, dove Fabio si dedica alla divulgazione storica, contribuendo a valorizzare e diffondere il patrimonio della classicità con un approccio moderno e coinvolgente.