Immergersi nell’arte della convivialità romana significa penetrare il cuore pulsante di una civiltà che concepiva il banchetto come luogo d’incontro tra potere, cultura, piacere e spettacolo. Molto più di una semplice occasione mondana, il party dell’antica Roma era un rito sociale, politico e persino religioso, orchestrato secondo regole spesso invisibili ma rigidamente codificate dagli usi e dai costumi. Ed è proprio nel labirinto di queste consuetudini – tra mosaici splendeggianti, profumi d’incenso e brindisi rituali – che si cela il segreto della fascinazione esercitata dai grandi convivia romani, ancora oggi modello ineguagliato di arte del ricevere e del. . .



