A Szigetvar, nel sud dell’Ungheria, le indagini archeologiche stanno rivelando la vera natura di Turbek, l’insediamento sviluppatosi attorno alla tomba del sultano ottomano Solimano il Magnifico. I nuovi scavi condotti nell’area del castello hanno infatti dimostrato che la città era significativamente più estesa e prospera di quanto si ritenesse in passato.
La storia di questo centro abitato è indissolubilmente legata alla figura del grande sovrano ottomano, che perse la vita nel 1566, appena un giorno prima che si concludesse vittoriosamente l’assedio alla fortezza ungherese. In seguito alla sua scomparsa, il figlio e successore Selim II decise di erigere un sepolcro monumentale in quel luogo, trasformandolo rapidamente in un’importante meta di pellegrinaggio.
I ricercatori dell’Università di Pécs, sotto la guida dello studioso Norbert Pap, avevano già ottenuto risultati fondamentali nel 2015, quando riuscirono a individuare le fondazioni di un edificio a pianta quadrata identificato proprio con la tomba del sultano. In quell’occasione emerse un vasto complesso circondato da una palizzata in legno, che comprendeva una moschea, una loggia per i dervisci, una foresteria e una caserma per le guardie.
Le ricerche più recenti hanno però ampliato lo sguardo, concentrandosi sull’insediamento civile cresciuto attorno all’area sacra. Gli studiosi hanno determinato che la città di Turbek arrivò a coprire una superficie di quasi duecento acri. Le indagini geofisiche hanno permesso di rilevare le tracce di numerosi edifici, alcuni dei quali costruiti in mattoni e sormontati da tegole, oltre a un pozzo, fosse per la conservazione del grano e sofisticati sistemi di riscaldamento in terracotta.
La ricchezza dell’insediamento è testimoniata dall’abbondanza di reperti recuperati in superficie dagli archeologi. Tra i ritrovamenti spiccano ceramiche, gioielli, elementi in metallo di fattura ottomana, eleganti coppe, tazze in porcellana e recipienti in vetro dipinto. A sottolineare la vivacità economica del centro, sono emerse anche diverse monete, tra cui un ducato d’oro genovese e una moneta d’argento, accompagnate da anelli, manici di posate, fibbie e pregiati ornamenti per i finimenti dei cavalli.
Il fiorente destino di Turbek fu tuttavia interrotto bruscamente dalla storia. L’insediamento, con i suoi tesori e le sue architetture, venne infatti completamente distrutto quando il dominio ottomano giunse al termine in quella regione, cancellando le tracce del fasto che aveva circondato l’ultimo riposo di Solimano.



