Nel fondale del Tevere riemerge il ponte di Nerone

Una mappatura geofisica lunga dodici chilometri ha permesso di individuare centinaia di reperti e paesaggi sommersi nel cuore di Roma. Tra le scoperte spiccano i resti di antiche ville e la struttura del Pons Neronianus.

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Underwater view of a rocky ledge along a cave-like wall, with greenish water and light filtering from above

A Roma, le acque del Tevere continuano a restituire frammenti della storia imperiale. Una recente missione archeologica ha scandagliato dodici chilometri del fiume, dal tratto di Ponte Flaminio fino a Valco San Paolo, portando alla luce centinaia di testimonianze sommerse. I risultati dell'indagine, presentati in occasione della prima Giornata internazionale UNESCO del patrimonio culturale subacqueo, offrono per la prima volta una planimetria geofisica completa del fondale capitolino concepita sia per lo studio sia per la conservazione.

Tra i ritrovamenti di maggiore rilievo spiccano le tracce del Pons Neronianus, il ponte fatto costruire nei pressi dell'attuale Ponte. . .

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