A Damietta, lungo la costa mediterranea dell’Egitto, gli archeologi hanno portato alla luce un antico complesso funerario. Il sito, situato precisamente nell’area di Tell El-Deir, nel delta orientale del Nilo, è rimasto in uso per un arco di tempo lunghissimo, compreso tra il Periodo Tardo e la fine dell’epoca romana. Secondo i ricercatori, l’area sepolcrale ha infatti accolto i defunti per oltre un millennio, dal 712 a.C. fino al 641 d.C..
Tra i ritrovamenti più significativi spiccano venti stele funerarie realizzate in calcare e finemente scolpite. Questi monumenti sono decorati con rappresentazioni di figure umane e presentano una caratteristica che ha immediatamente catturato l’attenzione degli esperti. Le incisioni presenti sui lati e sul retro delle pietre mostrano infatti una combinazione di elementi tradizionali egizi e motivi tipici del mondo greco-romano. Questo dettaglio artistico testimonia la profonda evoluzione culturale e l’incontro tra civiltà diverse che ha caratterizzato la regione nel corso dei secoli. Hisham El-Leithy, rappresentante del Consiglio Supremo delle Antichità, ha sottolineato l’importanza di questa fusione stilistica, visibile sulle stele recuperate durante la campagna di scavo.
Le indagini sul campo non si sono limitate ai monumenti in pietra, ma hanno restituito anche un ricco corredo di oggetti legati ai rituali di sepoltura e alla devozione dell’epoca. All’interno del vasto complesso funerario è stato infatti recuperato un gran numero di brucia incenso in terracotta, accompagnati da lucerne finemente decorate.
Il gruppo di ricerca ha inoltre individuato diverse bare realizzate in ceramica, modellate con una particolare forma a botte, e una serie di amuleti funerari, tradizionalmente deposti accanto ai defunti per garantirne la protezione. Il ritrovamento arricchisce in modo significativo la comprensione delle pratiche sepolcrali e delle dinamiche sociali che animavano il delta del Nilo durante una fase di profondo cambiamento. Le future analisi sui materiali rinvenuti potranno chiarire ulteriori aspetti sulla vita quotidiana e sulle credenze religiose degli antichi abitanti di questa strategica area di confine.



