La schiavitù nell’antica Roma: l’evoluzione da oggetti a persone

Lo studio di Joël Schmidt: «Dall'emarginazione come "res" alla scalata sociale dei liberti: così l'evoluzione della schiavitù ha trasformato l'economia e il destino dell'Impero romano»

0

La civiltà romana — con le sue leggi, i suoi monumenti e le sue conquiste — si reggeva su una realtà spesso dimenticata: il lavoro degli schiavi. Senza di loro, i grandi edifici pubblici, le ville dei ricchi, i campi coltivati e persino l'amministrazione dello Stato non avrebbero potuto funzionare.

Joël Schmidt, nel suo libro Vita e morte degli schiavi nell'antica Roma (Albin Michel, Parigi, 1973), ricostruisce con rigore e partecipazione questa pagina scomoda della storia antica, restituendo agli schiavi la dignità umana che. . .

iscriviti per continuare a leggere

Questo articolo è disponibile solo per i membri della community.
Iscriviti grauitamente a Scripta Manent.
Riceverai anche l'almanacco di Scripta Manent vie email ogni settimana.

Articolo precedenteAntichi astronauti: l’archeologia smentisce il mito degli alieni
Articolo successivoPompei: scoperte tracce di un’antica arma a ripetizione romana sulle mura
Fabio Saverio Gatto
Fabio Saverio Gatto Originario di Reggio Calabria (classe 1980) e residente a Edimburgo dal 2019, Fabio ha saputo unire le proprie radici culturali a una solida esperienza internazionale. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una visione aperta e dinamica, mantenendo sempre vivo il suo interesse con la cultura classica. Grande appassionato di storia dell'Antica Roma, ha approfondito lo studio del mondo classico da autodidatta, dedicando anni a una ricerca personale costante e rigorosa. Nel 2025 questa dedizione si è trasformata in un impegno professionale con Scripta Manent, dove Fabio si dedica alla divulgazione storica, contribuendo a valorizzare e diffondere il patrimonio della classicità con un approccio moderno e coinvolgente.