Nelle grandi città dell’antichità, il suono lieve di una zampa felpata o lo sguardo attento di un animale esotico non erano generici dettagli di vita quotidiana, ma veri e propri segnali di identità sociale e prestigio. In un palazzo della Memfi faraonica, il ruggito ovattato di un leone addomesticato echeggiava come tremenda risposta alle domande silenziose del potere. Dall’altra parte del Mediterraneo, il mormorio delle vie di Atene veniva interrotto dal guaito allegro dei piccoli Melitei, cani da compagnia provenienti dalle lontane coste africane, coccolati e venerati come gioielli preziosi dalle donne. . .



