Tutankhamon, nuove tracce di camere nascoste: torna l’ipotesi Nefertiti

0
Ricostruzione illustrativa della tomba di Tutankhamon con possibili ambienti nascosti oltre una parete della KV62
Tutankhamon e le possibili camere nascoste della KV62

La tomba di Tutankhamon, nella Valle dei Re, potrebbe nascondere una struttura funeraria molto più ampia di quella scoperta da Howard Carter nel 1922. Nuove indagini geofisiche hanno individuato anomalie compatibili con la presenza di un corridoio ostruito e di possibili ambienti artificiali oltre le pareti della KV62. Il risultato riapre una delle ipotesi più discusse dell’egittologia contemporanea: che una parte del complesso possa essere collegata alla sepoltura di Nefertiti. Ma, al momento, nessuna camera è stata aperta e il legame con la regina resta da dimostrare.

Il nuovo studio è guidato dall’archeologo Mamdouh Eldamaty, della Ain Shams University del Cairo ed ex ministro egiziano delle Antichità. Il gruppo ha combinato diverse tecniche non invasive per cercare di comprendere che cosa si trovi oltre gli ambienti conosciuti della tomba. Tra queste figurano il radar a penetrazione del suolo, utilizzato dall’interno della KV62, e soprattutto la microgravimetria, applicata per misurare piccolissime variazioni nella densità del terreno e della roccia.

Le misurazioni di microgravità sono state effettuate in più di 1.200 punti distribuiti su un’area di circa 35 metri quadrati sopra e attorno alla tomba. Secondo l’analisi dell’ingegnere strutturale George Ballard, i dati mostrerebbero strutture a bassa densità caratterizzate da angoli retti e orientate parallelamente al muro settentrionale della camera funeraria. Una configurazione che potrebbe essere compatibile con spazi realizzati artificialmente, anche se i segnali geofisici, da soli, non consentono ancora di affermarlo con certezza.

Particolarmente interessante è l’indicazione di un possibile corridoio largo circa due metri, apparentemente riempito di detriti, che si allontanerebbe dalla camera funeraria. Il radar utilizzato attraverso le pareti ha una portata limitata e questo potrebbe spiegare perché precedenti campagne abbiano fornito risultati contraddittori. Il gruppo ha quindi confrontato i nuovi dati anche con indagini precedenti, comprese misurazioni di resistività elettrica effettuate nel 2017.

Una delle anomalie individuate presenta inoltre una zona prevalentemente a bassa densità con, al suo interno, un’area approssimativamente quadrata e più densa. Ballard ha avanzato la possibilità che possa trattarsi di un ambiente contenente oggetti, precisando però che il segnale si trova vicino ai limiti delle capacità di rilevamento. È proprio su questo punto che gli specialisti invitano alla prudenza: le anomalie possono suggerire strutture, ma soltanto un’esplorazione diretta potrà stabilire che cosa esista realmente oltre la roccia.

L’ipotesi di ambienti nascosti nella KV62 non nasce oggi. Nel 2015 l’egittologo britannico Nicholas Reeves osservò linee, crepe e particolarità nelle decorazioni della parete nord della camera funeraria e propose che potessero celare passaggi murati. Secondo la sua ricostruzione, la piccola tomba di Tutankhamon sarebbe stata ricavata modificando una struttura funeraria preesistente e più grande, forse destinata originariamente a Nefertiti.

La teoria suscitò enorme interesse, ma le successive indagini radar produssero conclusioni discordanti. Nel 2018 una nuova scansione non trovò prove di marcate discontinuità immediatamente adiacenti alla tomba. I nuovi ricercatori sostengono però che il possibile corridoio non sarebbe un grande spazio vuoto dietro la parete, bensì un passaggio densamente riempito di materiale: una differenza che potrebbe avere condizionato le precedenti interpretazioni.

Il confronto con quelle campagne è essenziale. Il terzo grande rilevamento radar, pubblicato dopo le scansioni del 2018, aveva infatti concluso che non vi fossero evidenze di camere immediatamente adiacenti alla KV62. Il nuovo lavoro non cancella automaticamente quel risultato: propone invece un modello diverso, nel quale alcune strutture potrebbero trovarsi più lontano dalle superfici già indagate o essere mascherate dal materiale di riempimento. Per questo la discussione resta aperta e richiede dati verificabili sul campo.

Anche le dimensioni della KV62 hanno alimentato a lungo il dibattito. Per una sepoltura reale della XVIII dinastia, la tomba di Tutankhamon è insolitamente piccola e soltanto la camera funeraria presenta decorazioni. La morte prematura del faraone potrebbe aver imposto l’adattamento rapido di un sepolcro che non era stato progettato originariamente per lui. Questo, tuttavia, non dimostra che gli eventuali ambienti nascosti appartengano a Nefertiti.

Il passaggio decisivo spetta ora al Supreme Council of Antiquities egiziano. Se verrà concessa l’autorizzazione, il gruppo vorrebbe effettuare una perforazione estremamente controllata e introdurre piccoli dispositivi dotati di telecamere, forse già nei prossimi mesi. Solo allora sarà possibile verificare se le anomalie corrispondano davvero a corridoi e camere costruiti nell’antichità.

La novità, dunque, non è il ritrovamento della tomba di Nefertiti, ma l’emergere di nuovi dati che rendono nuovamente plausibile l’esistenza di spazi sconosciuti oltre la KV62. Se questi ambienti saranno confermati, potrebbero cambiare profondamente la ricostruzione della tomba di Tutankhamon e della complessa stagione politica e funeraria successiva al regno di Akhenaton.

author avatar
Roberto Trizio
Consulente di comunicazione e web reputation, Roberto Trizio è il fondatore del gruppo divulgativo Scripta Manent. Attraverso sette canali, il network offre ogni giorno documentari e approfondimenti dall'epoca antica all'età contemporanea. Il gruppo, con 300.000 iscritti e oltre 1.5 mln di spettatori mensili, è leader in Italia per la divulgazione storica.