Nell’aroma di mirto e di mare, in un giardino affacciato sulla costa di Baia, un patrizio romano osserva le sue statue di marmo come fossero amici muti. Il vento leggero muove i cipressi e il canto dei servi si confonde con il fruscio dei lavori agricoli. È la villa un rifugio o una prigione dorata? Da secoli ci si interroga sulle contraddizioni di chi, nell’età d’oro di Roma, possedeva tutto tranne la pace. Nasce così quello che gli storici moderni chiamerebbero “sindrome da villa”, una malattia dell’anima fatta di lusso, stanchezza e desiderio di. . .



