Immaginate la folla vociante del Foro romano, le voci che si rincorrono sotto i portici, i mormorii nei vicoli animati dai venditori di olive e tessuti; ora sostituite quei sussurri con un flusso continuo di messaggi, commenti e immagini virali che attraversano l’Impero a velocità digitale. Se i social fossero esistiti ai tempi di Gaio Giulio Cesare, la storia, la politica e la società romana sarebbero state irrimediabilmente scosse da gossip, scandali e meme di epoca antica, strumenti potentissimi nelle mani di chi voleva alimentare o distruggere reputazioni. Ma come si sarebbe trasformata. . .



