Il vino degli imperatori: il DNA antico svela le radici della viticoltura toscana

L'analisi del DNA antico su vinaccioli millenari rivela una straordinaria continuità vitivinicola. Il Chianti di duemila anni fa era un bianco d'eccellenza che univa la sapienza etrusca alle reti commerciali dell'Impero Romano.

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Two wine glasses (white and red) sit on a wooden table beside green and purple grapes and a wine barrel in the background.

«A CETAMURA DEL CHIANTI, in Toscana, l'archeologia molecolare ha dischiuso un capitolo inedito e sorprendente nella storia della viticoltura mediterranea. Un'équipe di scienziati ha analizzato i vinaccioli risalenti a duemila anni fa, recuperati dalle profondità di antichi pozzi situati nell'insediamento collinare toscano, mappando la più estesa storia genetica di viti antiche mai recuperata da un singolo sito archeologico.

I risultati di questa straordinaria ricerca, pubblicati nel Journal of Archaeological Science, dimostrano che i vigneti dell'antichità facevano parte della sofisticata rete agricola dell'Impero Romano, la quale ha gettato le fondamenta della moderna. . .

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Fabio Saverio Gatto
Fabio Saverio Gatto Originario di Reggio Calabria (classe 1980) e residente a Edimburgo dal 2019, Fabio ha saputo unire le proprie radici culturali a una solida esperienza internazionale. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una visione aperta e dinamica, mantenendo sempre vivo il suo interesse con la cultura classica. Grande appassionato di storia dell'Antica Roma, ha approfondito lo studio del mondo classico da autodidatta, dedicando anni a una ricerca personale costante e rigorosa. Nel 2025 questa dedizione si è trasformata in un impegno professionale con Scripta Manent, dove Fabio si dedica alla divulgazione storica, contribuendo a valorizzare e diffondere il patrimonio della classicità con un approccio moderno e coinvolgente.