Lipari sprofonda da quattromila anni: i reperti sommersi raccontano un’isola perduta

Uno studio internazionale ha misurato l'abbassamento costante della costa eoliana a partire dalla prima Età del Bronzo. La scoperta chiarisce il ruolo dei processi geologici e vulcanici nella scomparsa degli antichi insediamenti rivieraschi.

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SCUBA diver underwater shining a flashlight on a rocky seabed with soft coral, blue water surrounding them

A Lipari, l'isola principale dell'arcipelago vulcanico delle Eolie, le indagini di archeologia sottomarina hanno permesso di ricostruire il mutamento del paesaggio costiero nel corso degli ultimi quattro millenni. I marcatori archeologici risalenti all'Età del Bronzo, individuati a una profondità compresa tra i venti e i quarantadue metri nel settore sommerso di Pignataro di Fuori, hanno rivelato una dinamica inesorabile: l'isola si sta abbassando a una velocità media di 7,9 millimetri all'anno. Si tratta di un processo iniziato circa 3900 anni fa, durante la prima Età del Bronzo, e che prosegue ancora ai giorni nostri. . .

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