Svizzera, ritrovata la prima fortezza di Vindonissa

Gli archeologi del Cantone Argovia hanno identificato il perimetro del primo accampamento militare romano risalente al regno dell'imperatore Tiberio. Gli scavi a Vindonissa hanno riportato alla luce una caserma, officine metallurgiche e una gemma incisa raffigurante la dea Victoria.

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Archaeological excavation pit with stepped trenches, wooden stakes, and exposed soil at a dig site.

A WINDISCH, in Svizzera, una complessa campagna di scavo archeologico ha consentito di individuare con precisione i confini del primissimo accampamento militare romano eretto nell’area di Vindonissa. Come reso noto dalle pubblicazioni specializzate La Brújula Verde e Archaeology Magazine, la struttura fortificata risale con ogni probabilità all’epoca del principato dell’imperatore Tiberio, il cui regno si estese dal 14 d.C. al 37 d.C., collocando la fondazione del presidio nella prima metà del I secolo d.C.. Le indagini scientifiche sono state condotte in via d’urgenza e di tutela preventiva, dal momento che il terreno interessato dalla scoperta è destinato alla realizzazione di un nuovo complesso di edilizia residenziale. Tale imminente trasformazione urbanistica ha spinto gli archeologi del Cantone Argovia ad approfondire e chiarire quesiti storiografici formulati per la prima volta oltre novant’anni fa. All’epoca, infatti, i primi rilievi sul campo avevano portato all’individuazione di un fossato con sezione a V, ma la natura esatta del perimetro e la sua articolazione difensiva originaria erano rimaste prive di una spiegazione definitiva.

I recenti lavori sul terreno hanno finalmente permesso di ricomporre il quadro d’insieme. Gli studiosi hanno accertato che il bastione difensivo originario, costituito da una combinazione strutturale di terra e legname, correva a circa 230 piedi — equivalenti a circa settanta metri — a sud rispetto al muro di cinta appartenente al successivo e più imponente campo legionario. Proseguendo nel suo tracciato, la palizzata piegava poi in direzione nord-ovest, fornendo un’indicazione fondamentale per la ricostruzione dell’intero perimetro dell’opera difensiva primaria. L’esame stratigrafico dei sedimenti depositatisi all’interno del fossato ha offerto ulteriori elementi di conoscenza sulle fasi di utilizzo della fortezza. Le analisi indicano che il fossato non fu sottoposto a una manutenzione regolare e continuativa nel tempo, ma fu piuttosto oggetto di interventi di riparazione e ripristino in momenti distinti. Secondo gli esperti del Cantone Argovia, questa discontinuità potrebbe testimoniare un’occupazione romana di carattere intermittente oppure un progressivo adattamento delle strategie difensive lungo la linea di confine.

Oltre alla definizione della cinta difensiva, l’esplorazione dei livelli più antichi del sito archeologico ha riservato scoperte di straordinaria importanza relative alla vita quotidiana e all’organizzazione logistica della guarnigione. All’interno dell’area sono stati rinvenuti i resti di un lungo edificio adibito a caserma per l’alloggiamento delle truppe, una fornace utilizzata per le attività produttive e un’officina metallurgica destinata alla fabbricazione e riparazione degli strumenti di lavoro e delle dotazioni militari. Tra i reperti mobili di maggiore valore storico e artistico figura una gemma di corniola finemente incisa, recante l’immagine della dea Victoria. La divinità è raffigurata con uno scettro e una corona, iconografia classica legata alla propaganda di vittoria dell’impero romano.

Close-up of a red tomato sliced in half, showing seeds and inner chambers of gel-filled flesh.

Il complesso dei ritrovamenti emersi a Windisch rappresenta un contributo fondamentale per la ricostruzione della prima fase della presenza militare romana nel nord della Svizzera durante il I secolo d.C.. L’intervento coordinato dalle autorità cantonali dimostra ancora una volta l’importanza centrale dell’archeologia preventiva nella salvaguardia della memoria storica del territorio.

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Fabio Saverio Gatto
Fabio Saverio Gatto Originario di Reggio Calabria (classe 1980) e residente a Edimburgo dal 2019, Fabio ha saputo unire le proprie radici culturali a una solida esperienza internazionale. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una visione aperta e dinamica, mantenendo sempre vivo il suo interesse con la cultura classica. Grande appassionato di storia dell'Antica Roma, ha approfondito lo studio del mondo classico da autodidatta, dedicando anni a una ricerca personale costante e rigorosa. Nel 2025 questa dedizione si è trasformata in un impegno professionale con Scripta Manent, dove Fabio si dedica alla divulgazione storica, contribuendo a valorizzare e diffondere il patrimonio della classicità con un approccio moderno e coinvolgente.
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Fabio Saverio Gatto
Fabio Saverio Gatto Originario di Reggio Calabria (classe 1980) e residente a Edimburgo dal 2019, Fabio ha saputo unire le proprie radici culturali a una solida esperienza internazionale. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una visione aperta e dinamica, mantenendo sempre vivo il suo interesse con la cultura classica. Grande appassionato di storia dell'Antica Roma, ha approfondito lo studio del mondo classico da autodidatta, dedicando anni a una ricerca personale costante e rigorosa. Nel 2025 questa dedizione si è trasformata in un impegno professionale con Scripta Manent, dove Fabio si dedica alla divulgazione storica, contribuendo a valorizzare e diffondere il patrimonio della classicità con un approccio moderno e coinvolgente.