La stanza è soffusa di luce dorata, filtrata dalle tende di lino e riflessa su specchi di bronzo lucidato. Il giorno è appena sorto su Roma, e una giovane donna dall’aria solenne si appresta a iniziare il rituale della sua trasformazione quotidiana. Potrebbe essere Livia Drusilla, imperatrice e moglie di Augusto, o forse una giovane aristocratica innamorata della propria immagine, pronta a confrontarsi con la società romana, dove l’apparenza è potere, promessa e destino. Il trucco nell’antica Roma non è un atto frivolo né semplice imitazione: è un linguaggio codificato, un’arte raffinata. . .



