Nella Roma antica il crimine non era solo questione di codici e leggi, ma spesso uno spettacolo capace di scuotere le fondamenta della società, coinvolgendo aristocrazia e popolo in una miscela avvincente di scandali pubblici, processi teatrali e passioni travolgenti. Immaginate una città in cui le aule dei tribunali erano piazze affollate e i destini dei protagonisti venivano decisi non solo dai giudici, ma dai sussurri delle folle e dalle voci dei poeti. Nei tempi del Forum Romanum, un delitto poteva infiammare gli animi, trasformarsi in argomento di satire mordaci di Giovenale, diventare materia prima per grandi oratori. . .



