C’è un’ora, a Roma, in cui la luce si scioglie tra le curve antiche del fiume, e le ombre si allungano fino a toccare le mura possenti di Castel Sant’Angelo. Non è soltanto la materia della pietra a imporsi con la sua silenziosa autorità: è il senso stesso del tempo che pare arrestarsi, offrendo ai sensi e all’immaginazione la vertiginosa profondità di una storia fatta di imperi, di fede e di inquietudini. L’immagine notturna dell’antica fortezza, posta appena oltre il ponte che attraversa il Tevere, suggerisce immediatamente misteri, presenze e. . .



