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Lega crisi interna per il Green Pass. Fedriga: chiusure per i novax. Salvini: no

Lega crisi interna per il Green Pass. Fedriga: chiusure per i novax. Salvini: no

La linea politica della Lega si spacca in modo evidente tra chi, soprattutto i governatori, vuole il Green Pass e chi no. Addirittura Massimiliano Fedriga vorrebbe delle chiusure specifiche a carico dei no-covidvax.

Roma e la sua Arte

«Nuovi lockdown sarebbero insostenibili per il Paese. Dobbiamo dire con chiarezza che anche se una Regione dovesse passare in zona arancione o rossa, con il green pass bisogna tenere aperto. Se si passa in arancione, non si possono chiudere i ristoranti. Il green pass è uno strumento per tenere aperto e dobbiamo trovare un equilibrio sociale per tenere unito il Paese, dobbiamo accompagnarlo».

Fedriga si è spinto anche più oltre, indicando possibili chiusure, mini lockdown specifici per chi non è vaccinato. I governatori sono tutti molto netti nelle loro richieste, non solo quelli della Lega. Per mantenere l’economia vogliono assolutamente evitare chiusure e per questo sono pronti a provvedimenti molto duri.

Sulla stessa linea anche Luca Zaia.

«La nostra stella polare è il riconoscimento della campagna vaccinale e della sua promozione, e dall’altro lato il riconoscimento del green pass, che è una patente di libertà» E continua «Forse più che una patente di libertà è un attestato di partecipazione alla vita di comunità. Perché il vaccinarsi da un lato è certamente una scelta personale. Ma dall’altro è un gesto di altruismo. Anche se qualcuno banalizza il concetto di immunità di gregge, che invece è un concetto scientifico, io ricordo che più siamo vaccinati, più mettiamo in sicurezza chi vaccinarsi non può. Perché se siamo in tanti, il virus non troverà ospiti in cui replicarsi»

Le cure alternative, come quelle domiciliari per Zaia non sono praaticabili: «Ma certo, la teoria delle cure solo domiciliari, la teoria secondo cui il Covid è solo un’influenza… In fondo, la teoria della selezione naturale. Se lo pensiamo, diciamolo. Io invece penso che in un Paese civile sia impensabile il ritenere che sulla base dell’età uno abbia meno il diritto di vivere. Che poi, il virus ne colpirebbe tanti, anche giovani. Il fatto è che senza vaccino e senza ospedali non se ne esce»

Di fronte a tutte queste esternazioni però c’è la volontà di Matteo Salvini, che non pensa in nessun modo nemmeno all’obbligo del Green Pass per i dipendenti pubblici, e tantomeno all’obbligo vaccinale.

Escludo che arrivi in discussione l’obbligo vaccinale”, ha detto rispondendo a chi gli chiedeva se il premier Mario Draghi fosse orientato a prendere una decisione sull’obbligo vaccinale. “Siamo pronti a discutere di tutto, se qualcuno vuole inserire l’obbligo vaccinale deve anche inserire il risarcimento per eventuali danni. L’obbligo avrebbe il risultato contrario: spaventerebbe e aumenterebbe i dubbi” ha aggiunto.

Cosa sta accadendo nella Lega?

Molto semplicemente si formano due linee, due correnti. Quella dei governatori che vogliono garantirsi la libertà di azione anche in caso di aumenti dei contagi. La possibilità di creare leggi ad hoc per i loro territori liberando quindi il loro elettorato dalla linea nazionale che potrebbe penalizzarli.

Tutte quei settori che sono stati bloccati dai “colori” delle regioni ora non accetterebbero più dei fermi e i governatori lo sanno, per questo corrono più avanti delle opposizioni e cercano di garantire al settore produttivo una continuità lavorativa.

Il nazionale però è diverso, l’elettore della Lega è molto variegato e va dal professore di scuola all’operaio fino all’imprenditore. Questo tipo di persone pensa in vario modo e la Lega lo sa, quindi può abbracciare in realtà quasi tutte le sfumature dei pensieri, dal Novax al Sivax convinto fino addirittura all’obbligo vaccinare coercitivo. Ogni elettore si rispecchierà in uno o nell’altro esponente leghista a seconda di come la pensa.

L’attacco a Salvini pare meno realistico, la leadership non pare al momento trovare dei sostituti validi, con una Giorgia Meloni in piena ascesa il cambio sarebbe davvero drammatico e l’elettore potrebbe scappare verso lidi più sicuri ed addirittura fare l’occhiolino a una Forza Italia rediviva.

Il green Pass e tutto il problema Covid è ovviamente anche un problema politico. E ogni partito gioca le sue carte.


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