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Draghi: limitazioni alle manifestazioni. La linea dura del governo

Draghi: limitazioni alle manifestazioni. La linea dura del governo

La linea è chiara: adesso la strategia deve cambiare, il sistema di prevenzione – questa la posizione di palazzo Chigi -deve essere più incisivo e attento. Il via libera alle manifestazioni dovrà arrivare dopo una valutazione rigorosa dei rischi, limitando al massimo i cortei. Nessuna limitazione a chi vuole esprimere dissenso, ma le regole dovranno impedire che la situazione degeneri, «dimostrare che lo Stato c’è e interviene per contrastare i violenti, per stroncare gli estremismi e le iniziative di chi mira a creare tensione e instabilità».



“Occorre dimostrare che lo Stato c’è – è la linea tracciata da Draghi – e interviene per contrastare i violenti, per stroncare gli estremismi e le iniziative di chi mira a creare tensione e instabilità”.

Il presidente del Consiglio avrebbe parlato nelle ore scorse con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e con il sottosegretario delegato alla Sicurezza Franco Gabrielli. Secondo il quotidiano la Repubblica “il raid” puntava su palazzo Chigi, l’obiettivo era violare la sede del governo per replicare l’assalto a Capitol hill avvenuto negli Stati Uniti. Intanto il Pd con una mozione punta allo scioglimento di Forza Nuova.

Sciogliere Forza Nuova

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando attacca “l’avanguardia di matrice più tradizionalmente fascista” e che “probabilmente è totalmente indifferente alle questioni del green pass, ma che prova, come ha provato nel corso di questi anni con i forconi, con le rivolte contro i campi rom e i campi dei migranti, a cavalcare questa situazione. Cioè, prova a utilizzare questo movimento per scagliarlo contro le istituzioni democratiche. Si tratta – osserva in un’intervista al ‘Corriere della sera’ – di un movimento consistente che trascina ed esaspera paure reali, quindi questa strategia rappresenta un salto di qualità nell’ambizione eversiva della destra neofascista”.

Non escludo – aggiunge – che oggi ci siano i presupposti per fare ciò che non si è fatto in passato, cioè, sciogliere quelle formazioni“. In ogni caso per Orlando “quella era una piazza che non si può pensare sia stata riempita solo dai fascisti. La’ dentro c’erano persone del movimento contro le chiusure, c’era gente spaventata, c’erano vittime di teorie complottistiche, e probabilmente c’era anche una quota di lavoratori, conquistata da narrazioni negazioniste, che guarda al 15 ottobre come un momento nel quale sarà costretta a fare un passaggio che ritiene pericoloso per sé e per i propri figli. Rispetto a questo fenomeno ci vuole un approccio che sia determinato, ma che deve essere accompagnato anche dalla capacita’ di correggere alcuni messaggi”.

Impedire in ogni modo la manifestazione pericolosa

Durante la fase acuta della pandemia erano stati vietati i cortei e consentiti soltanto i sit in all’aperto con mascherine e distanziamento, comunque in casi davvero particolari. Adesso che la situazione sanitaria sembra uscita dalla crisi grave si era deciso di accogliere alcune richieste di svolgimento dei cortei. Un «allentamento» che si è deciso di rivedere drasticamente. E anche le autorizzazioni alle manifestazioni statiche potranno essere rilasciate soltanto con garanzie reali di rispetto delle regole da parte degli organizzatori. Si dovrà valutare se il luogo richiesto sia adeguato, se ci siano possibili vie di fuga in caso di scontri e possibilità di presidiare le vie limitrofe in modo da impedire a chi protesta in maniera violenta di andare altrove.

E, sempre, dovrà essere stilata la lista dei luoghi che potrebbero essere presi di mira da chi protesta, predisponendo un cordone di protezione. Se si riterrà che non ci siano le condizioni per garantire la sicurezza, la manifestazione dovrà essere vietata impedendo in ogni modo a chi ha presentato richiesta di riuscire comunque a scendere in piazza.

Niccolò Giraudo

Niccolò Giraudo

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