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Cos’è la Corte dei Conti e cosa fa

Cos’è la Corte dei Conti e cosa fa

La Corte dei conti è un’istituzione di importanza costituzionale, istituita dagli articoli 100 e 103 della Costituzione italiana, che è tra le istituzioni supplementari del governo. La Corte dei conti ha funzioni consultive, di riesame e giurisdizionali.

Roma e la sua Arte

La sua organizzazione e le sue competenze siano cambiate nel tempo, la Corte dei Conti risale ai primi anni dello Stato italiano. Fu istituita con Legge 14 agosto 1862 n. 800, al fine di vigilare sull’amministrazione dello Stato, e fu inaugurato a Torino il 10 ottobre 1862.

La Corte è erede di istituzioni che vigilarono sulla finanza pubblica prima dell’Unità d’Italia, come la Camera dei conti del Ducato di Savoia e poi il regno di Sardegna, istituita nel 1351 e sostituita nel 1859 dalla Corte dei conti su cui si è strettamente modellata l’istituzione italiana del 1862. Altri precursori sono la Camera dei conti del Regno Lombardo-Veneto, istituita nel 1771; la Regia Camera della Sommaria del Regno di Napoli, fondata nel 1444 e sostituita dalla Regia Corte dei Conti nel 1807.

La revisione dei conti è attestata anche nella Camera Apostolica dello Stato Pontificio fin dal XIII secolo. Nel 1828 lo Stato Pontificio istituì la Congregazione per la revisione dei conti e degli affari della pubblica amministrazione all’interno della Camera Apostolica (successivamente sostituita dal Consiglio di Stato per le Finanze dal 1850 al 1870), con il compito di esaminare e rivedere i bilanci prospettici e consuntivi dello Stato e di fornire pareri in materia finanziaria.

La Corte dei conti della Repubblica italiana deriva dalla Camera dei conti istituita nel 1351 da Amedeo VI di Savoia. La Camera, cui erano sottoposti coloro che avevano maneggio di denaro pubblico, si presentava come una magistratura esterna che svolgeva il suo controllo in forma giurisdizionale su controversie concernenti il fisco e il patrimonio ducale, la contabilità dei pubblici ufficiali e quella riguardante l’esazione delle entrate tributarie e patrimoniali.
Nel 1577 dopo l’occupazione francese, Emanuele Filiberto istituì a Torino una nuova Camera. Da quel momento, la Camera dei conti di Torino fu l’unica magistratura competente per i giudizi di conto e per le controversie relative al fisco e al patrimonio statale.

I regolamenti che disciplinano la Corte dei conti sono complessi. Particolarmente rilevante è il testo unico del regio decreto 12 luglio 1934 n. 1214, che è stato integrato nel decreto legge 15 novembre 1993 n. 452 (convertito, con revisioni, in legge 14 gennaio 1994 n. 19), Legge 14 gennaio 1994 n.20 e Legge 20 dicembre 1996 n.639. Revisioni sono state apportate anche dalla Legge n.205 del 2000.

Nel corso degli anni dopo la promulgazione della Costituzione della Repubblica sono intervenute profonde trasformazioni nell’organizzazione e nelle funzioni amministrative. Sono state create autorità amministrative indipendenti, privatizzazioni, le quali hanno interessato anche gli assetti finanziari e di spesa, avendo una forte spinta sui compiti della Corte dei Conti.

E’ stato quindi richiesto un grande lavoro di adeguamento ed ammodernamento, che non è affatto concluso, atto a soddisfare la crescente domanda sia di controlli efficienti, sia di un puntuale esercizio della giurisdizione di responsabilità. Questo al fine di accrescere la trasparenza dell’amministrazione, di assicurare la corretta gestione delle pubbliche risorse, di elevare la qualità dei servizi che l’amministrazione rende ai cittadini.

Organizzazione della Corte dei Conti

La Corte dei conti ha uffici centrali e regionali. Il tribunale nel suo insieme è diretto dal presidente della Corte dei conti. Il Presidente presiede il Consiglio del Presidente della Corte dei Conti, che ha scarsi poteri, ma equivale per i magistrati della Corte dei conti al Consiglio superiore della magistratura per la magistratura ordinaria. Il Consiglio del Presidente della Corte dei Conti ha sede a Roma.

Corte dei Conti sede Lazio

Consiste in:
– il Presidente della Corte dei Conti (che la presiede),
– il procuratore generale della Corte dei conti,
– il Presidente Aggiunto della Corte dei Conti (o il Presidente di Dipartimento più anziano),
Queste personalità sono elette dalla Camera dei Deputati, nel numero di due, altri due dal Senato a maggioranza semplice, che devono essere professori di giurisprudenza o avvocati con ventennale esperienza professionale.
Quattro magistrati.
Il tribunale è articolato in sezioni giurisdizionali e di controllo, sia a livello centrale che territoriale. Le divisioni non sono distribuite uniformemente sul territorio nazionale.

Accanto alla Corte dei conti, a livello centrale, c’è l’Ufficio del Procuratore generale dei conti, guidato dal Procuratore generale e da venti procuratori generali aggiunti. In particolare, l’Ufficio della Procura Generale nelle Sezioni di Appello Giurisdizionale per la Regione Sicilia è assimilato alla sede siciliana dell’Ufficio centrale della Procura Generale per i Conti.

La Corte dei Conti ha tre uffici centrali di ricorso giurisdizionale, con sede a Roma, presso la Corte dei Conti, nonché il dipartimento di ricorso giurisdizionale per la Regione Sicilia, che ha sede a Palermo .

Vi sono anche le Sezioni congiunte della Corte dei conti, che decidono questioni di principio e di conflitto giurisdizionale. Questi hanno sede a Roma, ma ci sono tre divisioni speciali per la Sardegna (con sede a Cagliari), per la Sicilia (con sede a Palermo) e per il Trentino-Alto Adige (con sede a Roma).

Corte dei Conti. Divisioni regionali

Per ciascuno dei sedici territori giurisdizionali di controllo sono presenti divisioni giurisdizionali e di revisione, nonché una procura regionale: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Valle d’Aosta.

Ci sono altre regioni con una disposizione diversa. Queste sono tutte le regioni con status speciale:

Il Trentino-Alto Adige ha una suddivisione per ciascuna delle due province autonome:
Alto Adige, con divisione giurisdizionale, procura regionale, divisione revisione regionale e divisione paritetica, con sede a Roma
Trento, con divisione giurisdizionale, procura regionale, divisione revisione locale e divisione paritetica, con sede a Roma
Friuli-Venezia Giulia, con divisione giurisdizionale, procura regionale, divisione revisione regionale e sede distaccata a Udine
Sardegna, con divisione giurisdizionale, procura regionale, divisione di revisione regionale e divisione paritetica, con sede a Cagliari
Sicilia, con divisione giurisdizionale, procura regionale, divisione di revisione regionale, divisione di ricorso giurisdizionale e divisione paritetica, con sede a Palermo

Composizione per funzioni giurisdizionali

Per le sue funzioni giurisdizionali, la Corte dei conti si articola in:

Sezioni giurisdizionali regionali, che giudicano in primo grado; hanno un tribunale nel capoluogo di ciascuna regione (oltre che nella provincia autonoma dell’Alto Adige).

Sezioni giurisdizionali centrali di appello, che giudicano in secondo grado; di questi sono tre, tutti con sede presso la sede della Corte dei Conti a Roma (per la Sicilia esiste una divisione giurisdizionale d’appello separata, con sede a Palermo)

Sezioni paritetiche, che risolvono i conflitti giurisdizionali tra le diverse divisioni regionali e centrali, e sono chiamate a determinare “questioni di principio” (quando sussistano dubbi o “conflitti” interpretativi tra le diverse divisioni) dal Presidente della Corte dei Conti o dal Procuratore generale della Corte dei conti.

Accanto a ogni circoscrizione giurisdizionale regionale è presente una Procura regionale, con ruolo di procuratore dello Stato nei casi di pubblica amministrazione. I pubblici ministeri sono indipendenti e non possono essere rimossi dai magistrati dei tribunali ordinari; i loro poteri sono definiti dall’art. 74 del testo unico della Corte dei Conti e dall’articolo 5.6 della Legge 19/1994.

Il Procuratore generale e i Vice Procuratori generali svolgono il ruolo di pubblici ministeri nelle divisioni centrali di appello e nelle divisioni congiunte. Il Procuratore generale ha anche il ruolo di coordinamento delle Procure regionali.

Composizione per funzioni di revisione

Le sezioni della Corte dei conti per il riesame sono:

La Divisione Riesame di Stato, che esercita i propri poteri ai sensi della Legge n. 20/1994 (modificata dalla Legge n. 639/1996) e dei criteri indicati dalle Sezioni paritetiche, con due principi cardine: il controllo di legalità e di efficienza economica /efficacia.

Questa divisione è suddivisa in quattro collegi: uno per i giudizi sulla legislazione, uno per i giudizi sull’acquisizione di entrate e due per i giudizi sulle spese.
La Divisione per il Riesame degli Enti dello Stato, che opera ai sensi della Legge n.259/1958. A partire dalle privatizzazioni degli anni ’90, disciplina anche le attività degli enti pubblici e privati ​​che ricevono finanziamenti statali, rilevando le disuguaglianze nei contratti statali, negli aiuti di Stato e nei concorsi.

La Divisione Revisioni sull’Autonomia, che ha il controllo sulle suddivisioni territoriali ed in particolare sui progetti di opere pubbliche finanziate dalla Cassa depositi e prestiti , progetti cofinanziati dall’Unione Europea , parcheggi finanziati con legge n.122/1989, e il diretto o amministrazione indiretta di alcuni servizi pubblici locali da parte degli enti locali (pesca, ecc.).

La Camera dei conti per gli affari comunitari e internazionali, di nuova costituzione con legge n. 20/1994, che ha potere sui programmi nazionali che utilizzano fondi comunitari. Dal 2008 svolge il ruolo di “revisore esterno” per alcune organizzazioni internazionali ( CERN , ITU , ICAO ) ed è Membro di UN External Auditor Panel e Technical Group.

Le Sezioni Unite hanno il potere di definire i criteri generali per ogni semestre e di coordinare le linee guida per l’istruttoria del prossimo bilancio dello Stato.

Corte dei Conti. Le funzioni

La Corte dei conti è un’istituzione multifunzionale. Particolarmente importante è la funzione giurisdizionale nell’ambito della pubblica amministrazione. La Corte dei Conti è il giudice amministrativo straordinario di cui all’articolo 103 della Costituzione. In tale ruolo ha giurisdizione in materia di conti pubblici e materie disciplinate dalla legge. La Corte dei Conti è chiamata a pronunciarsi nelle controversie sui conti pubblici ed in particolare sugli atti dell’amministrazione nei confronti dei dipendenti pubblici e degli amministratori pubblici, nonché degli amministratori e funzionari delle società sottoposte a controllo pubblico e delle controversie in materia pensionistica.

La Corte dei conti effettua controlli preventivi sulla legittimità degli atti del governo e della funzione pubblica e una revisione delle spese finali dello stato, della funzione pubblica e degli enti a cui lo stato contribuisce con fondi.

Le funzioni di controllo della Corte si estendono alle suddivisioni amministrative dello Stato ( regioni , province e comuni ) al fine di garantire la stabilità interna all’Italia e tra l’Italia e l’Unione Europea. La Corte svolge anche il controllo preventivo della legittimità degli atti di suddivisione amministrativa e delle loro spese. Queste funzioni sono svolte dalle sezioni regionali del tribunale. La Corte ha anche funzioni consultive, presentando pareri e relazioni quando è tenuta a riferire direttamente al Parlamento sui risultati dei suoi riesami.

La Corte dei conti svolge il suo ruolo per la funzione pubblica. Nel corso dei riesami può modificare, sospendere e annullare i provvedimenti di altri organi di Stato per insufficiente copertura finanziaria o per impiego non ottimale di risorse pubbliche, con efficacia di titolo esecutivo.

Corte dei Conti incontro con Mattarella

Poteri giurisdizionali

Nell’esercizio dei suoi poteri giurisdizionali, la Corte dei Conti non si trova di fronte ai limiti della magistratura ordinaria in materia amministrativa. Al contrario, la Corte determina sia i fatti che il diritto in modo pieno ed esclusivo, perché è un tribunale speciale. La Corte dei Conti ha competenza a giudicare in materia di conti pubblici e, in particolare, le responsabilità amministrative dei pubblici ufficiali chiamati a rendere conto della loro attività in caso di danno economico allo Stato per comportamento doloso o colposo. Tale competenza è stata recentemente estesa alle organizzazioni il cui capitale è controllato dallo Stato o da altri enti pubblici.

Sebbene le norme siano contenute in leggi speciali (RD 1038/1933), che fanno parte del Regolamento di procedura civile, la procedura ha molte caratteristiche del processo penale. Le azioni sono avviate da un procuratore generale e le decisioni sono prese dalla divisione giurisdizionale dopo un’udienza pubblica. Prima dell’avvio dell’azione, il pubblico ministero deve presentare agli interessati una richiesta di informazioni (ossia di presentare atti o detrazioni entro 30 giorni). La richiesta di informazioni ha le caratteristiche di un’indagine e garantisce il diritto alla difesa in giudizio. Trascorso il termine per la presentazione delle informazioni, il pubblico ministero dispone di 120 giorni per agire (questo periodo può essere prorogato con l’autorizzazione della divisione competente del tribunale). In questo periodo, il pubblico ministero svolge le sue attività investigative al fine di accertare illeciti. Se il pubblico ministero decide di agire, deve presentare una citazione alla Corte dei conti affinché il presidente del tribunale possa fissare un’udienza. L’atto di citazione deve indicare i fatti rilevanti e il fondamento della causa.

La Corte giudica se la condotta dell’agente controllato sia conforme alle norme legali e convenzionali. L’ente verificato è il soggetto che gestisce un patrimonio pubblico per conto di pubblico servizio (es. tesoriere, cofirmatario, incaricato della riscossione). Deve presentare al proprio ufficio il resoconto della propria condotta; il loro ufficio deve quindi presentarlo alla Corte. Quando l’istanza perviene alla segreteria del tribunale, l’agente è posto automaticamente in giudizio.

La sentenza fa seguito ad un’indagine, condotta dal magistrato competente. Se tutto è in ordine, allora il magistrato emette una sentenza proponendo il discarico dell’ente e se il pm è d’accordo con la conclusione del magistrato, allora il presidente della sezione del Tribunale pubblica un’ordinanza di discarico, che chiude il caso. Se il magistrato si dichiara favorevole all’accusa, allora il giudizio deve essere affermato da tutta la sezione e la motivazione è trascritta.

Giudizi pensionistici

Un giudizio pensionistico è un giudizio che è stato proposto da un soggetto che sostiene che la propria pensione (che deve essere una pensione pubblica) non è stata assegnata correttamente dall’ente competente in termini di importo/valore o che intende impugnare il rifiuto di una pensione che ha chiesto. Tali giudizi possono riguardare pensioni di guerra, pensioni civili o pensioni militari (ordinarie ed eccezionali). Il diritto alla pensione è un diritto soggettivo e non è prescritto, né è prescritta la possibilità di regresso, ma sono soggetti a prescrizione le rateizzazioni individuali della pensione.

A differenza del giudizio di responsabilità, il pubblico ministero non è coinvolto in questo processo. I casi sono indirizzati alla divisione regionale dopo che l’ente responsabile della pensione è stato informato. Successivamente viene stabilita la data dell’udienza. Le parti possono presentare atti e testimonianze in qualsiasi momento fino a dieci giorni prima dell’udienza.

Corte dei Conti. Ricorso

L’eventuale ricorso deve essere presentato entro sessanta giorni dalla notifica della sentenza o entro un anno dalla sua pubblicazione. Pertanto, il termine entro il quale deve essere proposto il ricorso dipende dal tipo di giudizio. Per i giudizi di pensione, la notifica deve essere effettuata dall’ente presso il quale si chiede la pensione. Nei giudizi di responsabilità, la notifica deve essere diretta al procuratore generale. Entro trenta giorni dalla notifica, il ricorso deve essere presentato alla segreteria dell’ufficio centrale della Corte dei Conti, unitamente a copia della decisione impugnata.

Contro le decisioni delle divisioni giurisdizionali è possibile ricorrere in appello alle divisioni centrali. Le sentenze pensionistiche possono essere impugnate solo su questioni di diritto, non su questioni di fatto relative alla situazione che ha portato alla pensione.

Le sentenze delle Sezioni centrali della Corte dei Conti possono essere impugnate in Cassazione solo se attinenti a questioni di competenza. Secondo l’articolo 111 Cost., l’altro ricorso possibile è la richiesta di abrogazione della sentenza, che può essere proposta sia alla divisione centrale che regionale.

I magistrati della Core dei Conti

Il Presidente
Il Presidente della Corte dei conti è nominato dal Governo tra i magistrati della stessa Corte
che hanno effettivamente esercitato, per almeno tre anni, funzioni di Presidente di sezione,
ovvero funzioni equivalenti presso organi costituzionali nazionali o di Istituzioni
dell’Unione europea.
La procedura di nomina prevede l’emanazione di un decreto del Presidente della Repubblica
su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Presidenza.
Una volta nominato, il Presidente non può più essere revocato dal proprio incarico,
dal quale cessa per dimissioni volontarie o per collocamento a riposo per limiti di età.
La legge n. 45 del 2004 ha istituito il posto di Presidente aggiunto.

Il Procuratore Generale
Il Procuratore Generale presso la Corte dei conti è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, tra i magistrati della Corte dei conti con qualifica di Presidente di sezione, su designazione del Consiglio di Presidenza. La legge n. 45 del 2004 ha istituito il posto di Procuratore aggiunto.

I magistrati della Corte dei conti sono reclutati tramite un concorso pubblico per titoli ed esami al quale sono ammessi a partecipare magistrati ordinari, amministrativi, avvocati dello Stato e del libero Foro, militari, e impiegati e funzionari pubblici in possesso dei requisiti richiesti dalla legge.

È anche prevista la possibilità, per il Governo, di designare, previo parere del Consiglio di Presidenza, una quota di consiglieri della Corte dei conti. Una volta nominati, i consiglieri di nomina governativa acquistano i medesimi diritti, doveri e garanzie di indipendenza degli altri magistrati.

Attualmente, l’organico effettivo del personale di magistratura è di 494 unità e quello del personale amministrativo è di 2487 unità (dati aggiornati al 31 dicembre 2009).

Al vertice dell’apparato amministrativo della Corte è posto un magistrato: il Segretario generale.

Il sito della Corte dei Conti


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