Come si elegge il Presidente della Repubblica italiana

by Giorgio Muscas | 24 Gennaio 2022 12:09


Legio X Equestris

Il presidente dell’Italia, ufficialmente indicato come Presidente della Repubblica Italiana è il capo di stato dell’Italia. In tale ruolo, rappresenta l’unità nazionale, garantisce che la politica italiana rispetti la Costituzione italiana ed è il capo delle Forze armate. Il mandato del presidente dura sette anni.

Tabella dei contenuti

Qualifiche per essere eletto

I padri costituenti della Costituzione italiana intendevano che il presidente fosse uno statista di una certa statura. L’articolo 84 della Costituzione stabilisce che può essere eletto presidente qualsiasi cittadino italiano che abbia compiuto i cinquant’anni il giorno delle elezioni e goda dei diritti civili e politici. L’articolo stabilisce inoltre che la presidenza è incompatibile con qualsiasi altro ufficio; pertanto, il presidente eletto deve dimettersi da qualsiasi altra posizione prima di prestare giuramento.

La Costituzione del 1948 non pone alcun limite di mandato alla presidenza, anche se fino al 2013 nessun presidente si è mai candidato per un secondo mandato. Il 20 aprile 2013 il presidente Giorgio Napolitano ha accettato di candidarsi per un secondo mandato nel tentativo di sbloccare lo stallo parlamentare alle elezioni presidenziali del 2013 ed è stato debitamente rieletto lo stesso giorno. Tuttavia, disse che non avrebbe portato avanti il suo intero mandato e si è dimesso nel gennaio 2015.

Elezione del Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica Italiana è eletto da un collegio elettorale di circa 1.000 membri. È composto da entrambe le camere del Parlamento italiano – Camera dei Deputati e Senato della Repubblica – riunite in sessione congiunta , unitamente a 58 elettori straordinari nominati dai consigli regionali di ciascuna delle 20 regioni italiane . Da ciascuna regione provengono tre rappresentanti (tranne la Valle d’Aosta , che per le sue ridotte dimensioni ne nomina solo uno), in modo da garantire la rappresentanza a tutte le località e minoranze. Il collegio elettorale è quindi composto da:

Deputati (630)
Senatori (315 eletti, più un numero esiguo e variabile di Senatori a vita)
Rappresentanti regionali (58)


Secondo la Costituzione, l’elezione deve svolgersi a scrutinio segreto, con il voto di senatori, deputati e rappresentanti regionali. Per eleggere in uno qualsiasi dei primi tre turni di votazione è richiesto un voto di due terzi, dopodiché è sufficiente la maggioranza semplice. Il numero dei turni è stato spesso elevato grazie al voto segreto e alla frammentazione del Parlamento italiano. L’elezione è presieduta dal Presidente della Camera dei Deputati , il quale prevede lo spoglio pubblico dei voti. La votazione si tiene a Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, che viene ampliata e riconfigurata per l’evento. Non esiste una candidatura formale, qualsiasi cittadino può essere eletto, indipendentemente dal fatto che abbia espresso l’intenzione di candidarsi.

I voti divisi per i partiti

Per quanto riguarda l’appartenenza politica dei Grandi elettori ,il Movimento Cinque Stelle è il gruppo più numeroso: contando deputati, senatori e delegati regionali, può contare su 236 Grandi elettori. La Lega ne ha 211, seguita dal Partito democratico con 153. Non ne ha molti di meno Forza Italia, 137. Fratelli d’Italia ne ha 63 a disposizione e Italia Viva 44. Bisogna poi tenere in considerazione i delegati delle Regioni provenienti da forze politiche minori (sono 7) e i parlamentari del Misto: di questo gruppo fanno parte ben 115 tra deputati e senatori.

Gli articoli della Costituzione italiana

Titolo II – Il Presidente della Repubblica
Art. 83.

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.

All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato.

L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.

Art. 84.
Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici.

L’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.

L’assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.

Art. 85.
Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni.

Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.

Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, la elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.

Art. 86.

Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato.

In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice la elezione del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione.

Art. 87.

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.

Può inviare messaggi alle Camere.

Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.

Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.

Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.

Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.

Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.

Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere.

Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Presiede il Consiglio superiore della magistratura.

Può concedere grazia e commutare le pene.

Conferisce le onorificenze della Repubblica.

Art. 88.
Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.

Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. [15]

Art. 89.

Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.

Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

Art. 90.
Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.

In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.

Art. 91.
Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.

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