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Alessio d’Amato: far pagare la terapia ai novax è una provocazione

Alessio d’Amato: far pagare la terapia ai novax è una provocazione

Legio X Equestris

L’assessore alla Sanità della Regione Lazio fa marcia indietro dopo aver comunicato che secondo la sua opinione i novax dovrebbero pagare di tasca propria i costi delle terapie in caso di infezione da Coronavirus.

Si era levata una grande onda di critiche e sdegno per questa teorica decisione dell’assessore, anche il governo ha fatto sapere che nessuno ha intenzione di mettere in pratica questa imposizione e discriminazione.

E’ una provocazione“. dice Alessio D’Amato “Sono 580 giorni che stiamo combattendo il virus e in quest’ultima fase notiamo un aumento della violenza verbale e sui social nei confronti di medici e infermieri, questo è intollerabile. La libertà e la responsabilità devono andare di pari passo. La mia proposta è una provocazione che intende far riflettere sui costi sociali ed economici, e stiamo studiando una modalità per farli conoscere ai cittadini, che noi dobbiamo affrontare per cui chi vuole essere libero deve sapere che non può esercitare la violenza altrimenti, come chi passa con il rosso, deve pagare una sanzione“, afferma.

Ma le polemiche come ovvio non si fermano. Soprattutto quando la dichiarazione iniziale dell’assessore era di ben altro tono: «Queste persone che rifiutano la vaccinazione mettendo a rischio la libertà altrui, devono assumersi la responsabilità fino in fondo delle proprie scelte e delle proprie azioni. Stiamo lavorando e ci sono dei modelli a cui, ad esempio, facciamo riferimento – aggiunge D’Amato – e sono quelli della Lombardia dove un tempo veniva spedito a casa del paziente, prima ricoverato e poi dimesso, un “memorandum” su quanto la sua degenza fosse costata all’ente regionale, ma mentre prima non si chiedeva un centesimo, con i no vax siamo intenzionati ad andare oltre». 

Immediate sono arrivate le reazioni alle dichiarazioni di D’Amato. Prima fra tutte quella del presidente di Italia Viva, Ettore Rosato:«Proporre il pagamento delle spese delle cure mediche a chi decide di non vaccinarsi penso debba rimanere nell’ambito della provocazione. La sanità deve essere un diritto garantito sempre e a prescindere a tutti. Sono piuttosto a favore dell’obbligo di vaccinazione, i dati ci dicono che ben oltre il 90% dei ricoveri in terapia intensiva e i decessi riguardano non vaccinati. Già questo dovrebbe essere un incentivo». Dello stesso parere di Rosato, anche sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri: «È chiaro che la proposta di D’Amato mi sembra più una provocazione, ma parlo da medico e il nostro dovere è curare tutti, anche chi ha comportamenti a rischio. D’Amato ha fatto un lavoro eccezionale e se ha fatto questa proposta avrà le sue motivazioni, ma non so quanto possa essere realizzata».

“Siamo rimasti allibiti di fronte alle dichiarazioni rilasciate dall’Assessore D’Amato – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – sia per la gravità delle stesse sia perché si vanta del fatto che non è una provocazione, ma una vera e propria strategia. Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione, deve essere garantito a tutti i cittadini, a prescindere dalle loro idee. A maggior ragione poi se consideriamo la situazione particolare in cui ci troviamo, una pandemia che nel corso del tempo ha visto aumentare i dubbi sui vaccini, individuati inizialmente come unica strategia di salvezza, mentre invece ora giustamente si punta l’attenzione anche sulle cure”.

Giorgio Muscas

Giorgio Muscas

Esperto in criptovalute mi dedico all'economia e alla politica. Il giornalismo è la mia vera passione


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